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Glossario di fotografia - Tutti i termini della fotografia analogica e digitale

Per consultare rapidamente l'elenco, selezionare la lettera alfabetica corrispondente alla prima lettera della voce cercata:

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- Parallasse

vedi: Errore di Parallasse.


- Posa B (Bulb)
 
Tempo di esposizione prolungato, utilizzato soprattutto per le riprese notturne. L'otturatore rimane aperto finché si tiene premuto il pulsante di scatto. Un tempo di posa prolungato serve quando la luce è molto debole.

- Posa B con Flash
 
Come la Posa B, ma con aggiunta del lampo per illuminare il soggetto in primo piano.

- Posizione User
 
Richiama istantaneamente una serie di impostazioni preselezionate dall'utilizzatore, inerenti le modalità di esposizione, di avanzamento e di misurazione.

- Power Zoom
 
Obiettivo zoom a traslazione motorizzata, alimentata dalle batterie del corpo camera. Mette a disposizione diverse modalità esclusive, come lo Zoom Clip, l'Imago Size Tracking e l'Effetto Zoom.

- Previsualizzazione della Profondità di Campo
 
Consente al fotografo di valutare visivamente l'estensione del campo nitido, con il diaframma chiuso al valore effettivo.

- Priorità dei diaframmi
 
Consente al fotografo di impostare manualmente il diaframma, mentre la macchina fotografica calcola il tempo di scatto per una corretta esposizione della fotografia sulla base delle indicazioni dell'esposimetro.

- Priorità dei tempi
 
E' il contrario della precedente: il fotografo imposta il tempo di scatto, l'esposimetro della fotocamera regola il diaframma per ottenere una buona esposizione della fotografia.

- Prismi di Porro
 
I binocoli con prismi di Porro sono caratterizzati da una configurazione decentrata di obiettivo e oculare. Questo tipo di realizzazione abbina brillantezza di immagine ed elevato ingrandimento a costi contenuti. Conferisce inoltre alla visione un effetto di maggior tridimensionalità.

- Profondità di Campo.
 
Si definisce profondità di campo l'area nella quale un obiettivo è capace di formare un'immagine nitida. L'estensione della profondità di campo varia in base alla lunghezza focale dell'obiettivo ed alla apertura del diaframma. Essa è inversamente proporzionale al diaframma. Più il diaframma di un obiettivo sarà aperto meno sarà estesa la profondità di campo. Chiudendo maggiormene il diaframma la profondità di campo, cioè l'area nitida dell'immagine, al contrario aumenterà.

- Proiezione arretrata (High Eyepoint)
 
Caratteristica di un mirino che permette di vedere l'intero campo inquadrato anche indossando gli occhiali e tenendo l'occhio ad una certa distanza dall'oculare.

- Palette
 
Tavolozza di colore. Quantità e qualità dei colori in un 'immagine digitale.

- Palladiotipia
 
Procedimento di stampa a base di palladio, usato in sostituzione del platinotipo.

- Pancromatica
 
Si dice di emulsione sensibile alla luce rossa, verde e blu e che permette la registrazione dei toni di grigio, quasi con la stessa luminosità relativa dell'occhio umano.

- Panel
 
Tipo di cartoncino fotografico del formato mm 330x203.

- Panel grande
 
Tipo di cartoncino fotografico del formato mm 450x280.

- Panorama
 
Fotografia di veduta di un ampio paesaggio, ottenuta montando in successione fotografie riprese nella stessa sequenza.

- Papirografia
 
Procedimento fotomeccanico per stampare un'immagine a chiaroscuro su una superficie bicromatata.

- Papirotinta
 
Vedi Papirografia.

- PAT
 
Acronimo di Photographic Activity Test. Analisi di laboratorio che permette di valutare l 'effettiva neutralità dei materiali di archiviazione (buste o scatole) secondo quanto stabilito dalla vigenti normative internazionali.

- Pellicola
 
Emulsione fotografica stesa su un supporto di plastica trasparente e flessibile che può essere di più tipi: di acetato di cellulosa; argentica a trattamento chimico; argentica a trattamento termico; diazoica a trattamento termico; elettromicrografica; fotoplastica; a mezzatinta; di nitrato di cellulosa; di poliestere; a separazione di toni; di triacetato di cellulosa.

- Pellicola a colori
 
Sulla struttura pellicolare sono distesi sovrapposti tre strati sensibili, ciascuno con uno dei tre colori fondamentali.

- Pellicola invertibile
 
Quella che produce direttamente l'immagine positiva mediante il normale trattamento di sviluppo e di fissaggio.

- Pellicola vescicolare
 
Pellicola formata da un materiale termoplastico in cui sono dispersi sali di diazonio.

- Pellicolaggio
 
Procedimento consistente nel distaccare una pellicola di gelatina o di collodio dal suo supporto per trasportarla su un supporto diverso.

- Photogravure
 
Vedi Fotoincisione.

- Photo CD
 
Formato fotografico digitale della Kodak.

- Pinatipia
 
Procedimento a colori per trasferimento di coloranti.

- Pixel
 
Acronimo di Picture element, elemento immagine. Unità di misura della risoluzione di monitor e unità fotografiche digitali, è l 'elemento minimo che compone un 'immagine digitale.

- Planografia
 
Incisione in piano, su pietra litografica o su zinco.
Vedi Fotoriproduzione con matrice planografica.

- Platinotipia
 
Tipo di stampa con carta ai sali di platino, dovuto a William Willis tra il 1873 e il 1879, che si basa sulla proprietà dei sali di ferro di passare dallo stato ferrico a quello ferroso per esposizione alla luce. In presenza del formarsi di sali ferrosi i sali di platino, se sviluppati in ossalato di potassio, si trasformano in platino, metallo ben più stabile dell'argento. La carta sensibilizzata fu messa sul mercato dalla Platinotype Company di Londra.

- Playertipia
 
Procedimento di stampa per riflessione ottenuto mediante il contatto del negativo da riprodurre con la parte sensibile di un foglio di carta al bromuro d'argento, che viene poi esposto con il dorso alla luce. Ideato da J. Hort Player trova impiego nella riproduzione fotografica diretta delle incisioni. L'incisione si applicava direttamente a contatto della gelatina di un foglio bromurato.

- Pochet
 
Tipo di cartoncino fotografico del formato mm 70x35.

- Polaroid
 
Edwin Land nel 1947 ideò il procedimento per il quale, in un apparecchio apposito, è possibile avere in pochi secondi un positivo.

- Portfolio

Cartella in cui sono raccolte fotografie scelte e organizzate generalmente dallo stesso autore.
Oppure edizione limitata di un gruppo di immagini selezionate da un gallerista o da un editore d 'arte conservate un una cartella, o contenitore.

- Posthumous
 
Fotografia stampata da negativo originale dopo la morte dell 'autore.

- Positivo
 
Immagine fotografica in cui il chiaroscuro è esattamente proporzionale al soggetto reale.
Vedi anche Carta.


- Positivo aristotipico
 
Vedi Aristotipo.

- Positivo su ceramica
 
Vedi Fotoporcellana.

- Positivo al collodio
 
Vedi Ambrotipo e Aristotipo.

- Positivo combinato
 
Vedi Stampa composita.

- Positivo diretto
 
Vedi Dagherrotipo, Ambrotipo, Ferrotipo, Polaroid e Procedimento Bayard.

- Procedimento alabastrino
 
In associazione con la tecnica del collodio umido. Serve alla produzione di positivi su vetro, direttamente dal negativo.

- Procedimento all'albumina
 
Utilizzato prevalentemente per la preparazione di lastre fotografiche negative su vetro. Il procedimento, dovuto a Abel Niépce de Saint-Victor nel 1848, basa le sue caratteristiche su alcune proprietà dell'albumina, una sostanza proteica costituente fondamentale delle cellule e di altri tessuti vegetali. Per l'utilizzazione in fotografia viene estratta dal bianco d'uovo. Usata dapprima come mezzo per il mantenimento dei sali d'argento nella fabbricazione di negativi su lastra di vetro e poi nella fabbricazione di carta albuminata, secondo la tecnica inventata da Louis Desiré Blanquart-Evrard nel 1850. Si ricopriva la carta con bianco d'uovo nel quale erano sciolti bromuro di potassio e acido acetico. Una volta asciutta la carta veniva agitata leggermente sulla superficie di una soluzione di nitrato d'argento, poi di nuovo asciugata. La carta sensibilizzata era messa a contatto con il negativo in un telaio di vetro, ed esposta alla luce del sole per diversi minuti, talvolta anche per ore, finché appariva un'immagine. Poi la stampa veniva messa in una soluzione di cloruro d'oro che le dava una sfumatura di un marrone intenso, fissata in iposolfito di sodio, lavata completamente e asciugata.

- Procedimento all'asfalto
 
Vedi Bitume di Giudea.

- Procedimento Bayard
 
Hyppolite Bayard nel 1839 ha messo a punto un procedimento per ottenere immagini positive stabili e di buona qualità su carta. Il procedimento consisteva nell'immergere la carta in soluzione di cloruro alcalino e nitrato d'argento. L'annerimento si otteneva per prolungata esposizione alla luce. Per poterla impiegare occorreva immergere la carta in soluzione di ioduro di potassio, esporla umida, infine lavarla e fissarla. Ogni immagine era unica.

- Procedimento al bromolio
 
Vedi Oleobromia.

- Procedimento al carbone
 
Il procedimento di stampa brevettato da Alphonse Louis Poitevin nel 1855 consisteva nel mescolare particelle di carbone con gelatina e bicromato di potassio. La carta veniva ricoperta con quest'emulsione e asciugata. Dopo l'esposizione attraverso il negativo, si scioglievano in acqua le parti non impressionate, ottenendo cosi un'immagine con chiaroscuri proporzionali alla densità e alla trasparenza del negativo. I mezzi toni non erano resi in maniera soddisfacente e nel 1864 Sir Joseph Wilson Swan brevettò un procedimento di trasporto (transfert) su carta al carbone, acquistabile in commercio in tre diverse gradazioni di contrasto e in tre differenti colori, nera, seppia e bruno-rossastra, che doveva essere sensibilizzata in soluzione di bicromato di potassio. Una volta asciugato, il foglio era esposto a contatto con un negativo e quindi immerso nell'acqua insieme ad un foglio di carta bianca. Quando i fogli erano ben umidi, venivano fatti asciugare insieme, poi nuovamente immersi in acqua calda. La gelatina che non era stata esposta si dissolveva, permettendo così al fotografo di togliere il supporto di carta e conservare invece la superficie esposta. Poiché l'immagine era rovesciata di lato, solitamente si eseguiva un secondo transfert. Vedi anche Carta al carbone.

- Procedimento Carbro
 
Detto anche Ozobromia. Il procedimento di stampa carbro ideato da Thes Manley nel 1905 (da CARbone BROmuro) permette di trasformare una stampa alla gelatina - bromuro d'argento, mettendola a contatto con un materiale particolare, ovvero il foglio carbro cosparso di gelatina al pigmento sensibilizzato in una soluzione di bicromato di potassio e in un bagno sbiancante. Per azione chimica e grazie ad una serie di trasporti si ottiene un'immagine monocroma che non sbiadisce.

- Procedimento carbro-tricromatico
 
Variante del procedimento carbro, per il quale dopo lo sviluppo si tolgono da ciascuna stampa le tre emulsioni di gelatina colorata ciano, magenta e giallo, e si sovrappongono l'una all'altra su un supporto di carta pulita.

- Procedimento colas
 
Procedimento positivo ai sali di ferro, utilizzato per la stampa di disegni ed immagini prevalentemente al tratto.

- Procedimento alla colla di pesce
 
Procedimento fotomeccanico utilizzato per la stampa di immagini retinate su superfici di rame e zinco. La colla di pesce, ben filtrata, sola o in soluzione di albumina, va sensibilizzata con bicromato di potassio e poi stesa sulla superficie metallica del supporto. Dopo la stampa si sviluppa in acqua semplice, infine la lastra può essere posta in morsura in acqua forte oppure in soluzione di cloruro ferrico.

- Procedimento a colori per diffusione controllata di coloranti
 
O procedimento Dye diffusion. In commercio come Polaroid (1965), Kodak (1976) e Fuji (1981).

- Procedimento a colori per distruzione di coloranti
 
O procedimento Dye destruction. In commercio come Utocolor (1906), Cibachrome (1958).

- Procedimento a colori per formazione di coloranti
 
O procedimento Dye coupler. In commercio come Kodacolor (1942), Ektacolor (1955), Agfacolor (1936).

- Procedimento a colori per trasferimento di coloranti
 
Procedimento Dye transfer. Vedi anche Procedimento carbro.

- In commercio come Pinatype (1880), Eastman Wash-off relief (1936), Uvatype.
 
La sovrapposizione delle tre immagini avviene per trasferimento (dye transfer). Si prepara una matrice di gelatina che assorbe la materia colorante in misura proporzionale alle luci e alle ombre e che, messa a contatto con la carta, dà luogo all'immagine colorata. Queste tecniche (a carbone, alla gomma bicromatata, carbro, dye transfer) richiedono tre negativi distinti. Se il soggetto è immobile, è facile fare esposizioni in tempi successivi, ma se si devono riprendere soggetti in movimento bisogna fare esposizioni simultanee. Le tre matrici di gelatina sensibilizzata corrispondente alla selezione tricromia blu, verde e rossa, vengono inchiostrate in giallo, magenta e ciano, e stampate su uno stesso supporto di carta alla gelatina dando una stampa a colori.

- Procedimento a colori additivo
 
Stampa di un negativo a colori su materiale fotografico mediante tre esposizioni separate attraverso filtri di selezione rosso, verde e blu (colori primari additivi). La stampa a colori additiva si può ottenere anche facendo tre esposizioni separate con negativi di selezione attraverso un filtro rosso, uno verde e uno blu. Ogni negativo è un'immagine in b/n di uno dei tre colori primari dell'originale. Procedimento di Clerk Maxwell del 1861.

- Procedimento a colori sottrattivo
 
Stampa di un negativo a colori su materiale fotografico mediante una singola esposizione a luce bianca equilibrata attraverso una combinazione di filtri compensatori ciano, magenta e giallo (colori primari sottrattivi) oppure con filtri per la stampa a colori. Applica la tecnica sottrattiva di Louis Ducos de Hauron e Charles Cros del 1869.

- Procedimento crystoleum
 
Procedimento di fotominiatura ad olio su pellicola preventivamente incollata su una lastra di vetro convessa.

- Procedimento diazotipico
 
Procedimento per ottenere stampe positive di vari colori su carta, seta e tessuti. Il supporto prescelto deve essere immerso in una soluzione di primulina, poi seccato. Si immerge quindi il preparato ottenuto in una soluzione di acido nitroso, il quale trasforma la primulina in diazo-primulina, composto sensibilissimo alla luce. La stampa si effettua da un positivo. La stampa ottenuta deve essere prima lavata, poi immersa in una soluzione di anilina colorata che ha lo scopo di conferire all'immagine il colore preferito dall'operatore. Terminato questo bagno, l' immagine su tessuto andrà lavata prima in acqua e sapone, infine in acqua corrente.

- Procedimento Van Dyke
 
Vedi Callitipo.

- Procedimento al ferroprussiato
 
Vedi Cianotipo.

- Procedimento Fresson
 
Vedi Carta al carbone.

Procedimento alla gomma bicromatata
 
Semplificazione delle tecniche di stampa al carbone. il procedimento si basa sulla proprietà della gomma arabica, in presenza di bicromato di potassio, di modificare la propria idrosolubilità se esposta per qualche tempo alla luce. Quanto più forte è l'azione della luce sulla gomma bicromatata tanto meno facilmente questa si scioglie. Un pigmento viene mescolato con la gomma bicromatata e applicato sulla superficie di un foglio di carta da disegno, che viene quindi lavato. Una volta asciutto, il foglio viene messo sotto un negativo ed esposto alla luce. Poi si lava con acqua calda e allora appare l'immagine. Lo sviluppo è fatto con un pennello. Se sulla carta si versa acqua caldissima, tutto il pigmento viene tolto. Le zone deboli possono essere rafforzate rivestendo nuovamente la carta con gomma arabica e pigmento. In questo modo si possono applicare colori diversi sullo stesso foglio di carta. Molte combinazioni sono così possibili: si può rivestire di gomma un foglio di platino e stamparlo di nuovo per dargli maggiore profondità. Vedi anche Gomma arabica e Gomma bicromatata.

- Procedimento Goopil
 
Metodo di fotoincisione basato sulla elettrodeposizione di rame su un'immagine alla gelatina bicromatata.

- Procedimento all'inchiostro
 
O alla gomma bicromatata, immersa in soluzione di pirogallolo, poi di solfato ferroso. Si ottiene così un'immagine di inchiostro al pirogallato di ferro.

- Procedimento all'inchiostro grasso
 
Vedi Fotocollografia e Oleotipia.

- Procedimento Joly
 
Vedi Negativo a colori per addizione.

- Procedimento Obernetter
 
Procedimento positivo ai sali di rame, col quale è possibile ottenere un'immagine trattandola con solfocianato di potassio e poi con defficianuro di potassio. La carta esposta, se non viene trattata subito, perde rapidamente l'immagine impressa e può essere di nuovo utilizzata per un'altra stampa.

- Procedimento Pellet
 
Procedimento auto-positivo che da luogo ad un'immagine bianca su fondo blu.

- Procedimento alle polveri
 
Variante di quello alla gomma bicromatata, che viene cosparsa di polvere colorata finissima.

- Procedimento ai sali di ferro
 
Procedimento basato sulla proprietà di alcuni sali ferrici di essere ridotti a sali ferrosi per azione della luce. Vedi anche Carta al ferroprussiato, Carta al citrato, Carta sepia, Callitipo, Platinotipia, Carta cianografica.

- Procedimento Sanger Sheperd
 
Procedimento di stampa a tre colori.

- Procedimento Taupenot
 
Vedi Collodio secco.

- Procedimento transferrotipico
 
Consiste nella realizzazione di un positivo al collodio cloruro su una superficie appositamente preparata, per poi trasportare la pellicola su di un supporto definitivo.

- Procedimento all'uranio
 
I sali di uranio sono fotosensibili e vengono talvolta utilizzati per la produzione di emulsioni fotografiche, con composti come sali d'oro, d'argento, di rame o di ferro per ottenere stampe policrome.

- Profondità di colore
 
Bit depth. È la quantità di sfumature di grigio o di colore presenti in un 'immagine digitale.

- Progress photograph
 
Serie di fotografie scattate ad intervalli prefissati dallo stesso punto di ripresa per documentare le fasi di un fenomeno o di un'attività. Ad esempio le fasi di costruzione di un edificio.


- Promenade
 
Tipo di cartoncino fotografico del formato mm 190x93.

- Provino a contatto
 
Stampe positive di negativi posti a contatto, e non per ingrandimento, sulla carta fotosensibile.

 

 




 
         
     
     
         
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