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Glossario di fotografia - Tutti i termini della fotografia analogica e digitale

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- Nature
 
Tipo di cartoncino fotografico del formato mm 650x480.


- Negativo
 
Immagine ottenuta esponendo alla luce una pellicola o una lastra trattata con materiale fotosensibile i cui valori tonali sono invertiti rispetto a quelli del soggetto fotografato.

- Negativo su carta
 
Vedi Calotipo.

- Negativo a colori per addizione
 
Procedimento ideato nel 1893 da John Joly di Dublino. Invece di tre immagini distinte con tre diversi filtri colorati, si prendeva un solo negativo attraverso uno schermo quadrettato suddiviso in zone microscopiche dei colori rosso, verde e azzurro. Lo schermo era di formato identico alla lastra fotografica ed era a contatto con essa all'interno della macchina fotografica. Una volta sviluppata la lastra, se ne faceva una diapositiva e la si fissava definitivamente allo schermo colorato. Le zone nera, grigia e bianca dell'immagine lasciavano passare più o meno luce attraverso i filtri. A distanza normale di visione i colori fondamentali si fondevano e formavano combinazioni riproducenti i colori originali del soggetto.

- Negativo continuo
 
Vedi Negativo a mezza tinta.

- Negativo su lastra albuminata
 
Negativo su lastra ricoperta da un sottile strato di albume trattato con ioduro di potassio poi immersa, una volta asciutta, in soluzione di nitrato d'argento. Lo sviluppo dopo l'esposizione avviene in acido gallico. Tecnica ideata da Abel Niépce de Saint-Victor nel 1847.

- Negativo su lastra asciutta al collodio e bromuro d'argento
 
Nel 1864 B.J. Sauyce e W.B. Bolton mostrarono che si poteva eliminare il bagno d'argento rivestendo la lastra di vetro con un'emulsione di collodio mescolata prima con bromuro di ammonio e poi cadmio, poi con nitrato d'argento. Questo tipo di lastra poteva essere usata asciutta.

- Negativo su lastra al collodio umido
 
La scoperta di Frederick Scott Archer fu quella di rivestire la lastra con un'emulsione al collodio contenente ioduro di potassio. La lastra veniva poi subito immersa in un bagno di nitrato d'argento e l'esposizione doveva avvenire prima che l'emulsione si asciugasse. Subito dopo si doveva procedere con lo sviluppo in acido pirogallico o con protosolfato di ferro.

- Negativo su lastra alla gelatina
 
Nel 1871 Richard Leach Maddox ideò un metodo per sciogliere la gelatina nell'acqua aggiungendo una soluzione di bromuro di cadmio, quindi del nitrato d'argento. Questi prodotti reagivano fino a formare cristalli di bromuro d'argento sospesi nella gelatina. L'emulsione veniva stesa sulla lastra e lasciata asciugare. Richard Kennet nel 1873 ideò un metodo pratico per filtrare l'emulsione.

- Negativo leggero
 
Negativo sottoesposto e/o sviluppato che appare meno denso di un negativo normale.


- Negativo a mezzatinta
 
L'originale ha un tono continuo.

- Negativo su pellicola
 
Vedi Pellicola.

- Negativo retinato
 
Ottenuto dalla riproduzione di un originale a tono continuo per interposizione di un apposito retino che scompone l'immagine continua in elementi puntiformi, equidistanti tra loro e tanto più grandi quanto è più luminosa la parte corrispondente dell'originale da riprodurre.

- Negativo per riproduzione
 
Vedi Internegativo.

- Negativo di selezione
 
Ottenuto da un originale a colori, trasparente (diapositiva) o opaco (per lo più su carta) per mezzo dell'interposizione di un filtro di colore complementare del colore che si intende selezionare.

- Negativo al tratto
 
Tipo di negativo che si ha quando l'originale ha soltanto toni bianchi e neri.

- Nitrato di cellulosa
 
Preparato per nitratazione della cellulosa del legno, utilizzato fin dal 1889 da Eastman come supporto di plastica per sostituire il supporto di vetro dei negativi. I negativi al nitrato di cellulosa sono infiammabili, instabili e non più utilizzati.

- Nitrocellulosa
 
Vedi Nitrato di cellulosa.

- Non vintage print
 
Fotografia ottenuta da negativo, ma stampata in anni successivi a quello della data di scatto a cura dell 'autore o dallo stampatore di sua fiducia. Spesso il "non vintage print " differisce dal vintage print per il degrado del negativo, soprattutto se esso è a colori, dalla differente qualità della carta di stampa e dagli stessi prodotti chimici. Generalmente la data di scatto, quindi della realizzazione del negativo, è posta tra parentesi quadra dopo il titolo dell 'opera. La data del "non vintage " è indicata, nella didascalia, dopo il supporto.
Vedi anche Modern print.


 

 




 
         
     
     
         
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