Lastra trattata con un miscuglio di cotone fulminante, alcool ed etere. Il composto, scoperto nel 1846 da Christian Friedrich Schoenbein, venne impiegato per trattenere l'emulsione sensibile da Gustave Le Gray nel 1849, applicandolo su un supporto di carta.
Lastra di vetro rivestita di un'emulsione di collodio, mescolata prima con bromuro di ammonio e di cadmio, poi con nitrato d'argento. L'emulsione mantiene le proprietà anche asciutta. La versione ideata da Taupenot nel 1855 consiste nel ricoprire la lastra con albumina a cui si aggiunge ioduro di potassio. Il collodio viene successivamente steso sulla lastra nuovamente sensibilizzata con aceto-nitrato d'argento.
- Lastra al collodio umido
Frederich Scott Archer pubblicò nel 1851 una nota sull'impiego del collodio in fotografia. Il procedimento consiste nel preparare una soluzione alcolica di ioduro di potassio e di ioduro d'argento, mescolata al collodio e successivamente sensibilizzata con il nitrato d'argento. Lo sviluppo avviene in acido pirogallico e il fissaggio con iposolfito di sodio.
Piastra di vetro silico-sodio-calcico, rettangolare o quadrata, su un lato della quale viene steso uno strato di emulsione sensibile alla luce.
- Lastra alla gelatina secca
Strato di alogenuro
d'argento - gelatina su lastra di vetro esposta e trattata in modo da fornire un'immagine argentica.
- Lastra ortocromatica
Lastra alla gelatina secca ricoperta da
un'emulsione caratterizzata da ortocromatismo, ovvero con un campo di sensibilità dall'ultravioletto al rosso. Le lastre Vogel- Obernetter Silver Rosin di cm 18x24 furono le prime prodotte industrialmente.
Riduce drasticamente l'aberrazione sferica che spesso affligge gli obiettivi (in particolare i grandangolari) di elevata luminosità. Minimizza inoltre il coma e la distorsione, incrementando la qualità di immagine generale.
- Lunghezza Focale
II potere di ingrandimento di un obiettivo o di una lente. Maggiore è la focale, più elevato è l'ingrandimento e minore è l'angolo visivo. Gli obiettivi di corta focale (grandangolari) offrono un'ampia area di visione, ma fanno apparire gli oggetti più lontani.
- Lichtdruck
Procedimento di tipo collotipico consistente nel trasformare un negativo in un positivo al cloruro d'argento. Ideato da J.B. Obernetter nel 1886. L'immagine ottenuta viene trasferita su una lastra di rame decomponendola mediante elettrolisi: il cloro liberato incide la lastra di rame in proporzione al cloruro d'argento che forma l'immagine stessa.
Operazione tesa a dare grande lucentezza ad una stampa e ottenuta applicando ad esempio cristallo o metallo sulla gelatina ancora umida, per toglierla solo ad essiccazione
avvenuta.