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Blog di Fotografia - Canale youtube
 V uoi diventare una modella o un modello?Molte ragazze e ragazzi desiderano con tutte le proprie forze intraprendere la carriera di modello, indossatore, hostess, attore o altre professioni legate allo spettacolo e alle luci della ribalta. Non è però semplice trovare i contatti giusti, e per questo, per iniziare a svolgere i primi lavori prima, per poi avviarsi ad una carriera professionale per poi ricevere i lauti ingaggi che queste professioni prevedono, è bene prendere confidenza con le agenzie di moda. Le agenzie sono solite richiedere il book fotografico. Cos' è quindi il book fotografico? Il book fotografico è una sorta di diario fotografico personale, un album in cui sono raccolti i migliori scatti che un fotografo professionista è stato in grado di realizzare relativamente a un modello o modella che sia che potrà comunicare quindi in maniera elegantemente visiva la propria capacità espressiva agli agenti e di conseguenza agli addetti ai lavori. Si tratta di un album in cui sono raccolte delle fotografie, in serie, che racchiudono in se, a seconda della bravura particolare del fotografo in questione, le capacità performative ed espressive del modello o della modella che ne dispone. Le immagini di questo prodotto devono essere scattate in un set fotografico professionale, come più volte sottolineato all'interno del sito.
Per realizzare un book fotografico, ripetiamo, ci si deve rivolgere ad un fotografo professionista, che sappia valorizzare il viso e il corpo del soggetto, esaltandone i punti di forza e nascondendone i difetti o punti deboli. Delle foto ben realizzate saranno un ottimo biglietto da visita da presentare al momento di un casting o dei primi contatti con un'agenzia. Le agenzie possono proporre la realizzazione di un book fotografico affidando il lavoro ad un fotografo interno o di fiducia: è bene essere consapevoli del potenziale conflitto d'interessi che si potrebbe venire a creare, e lasciamo all'istinto personale il compito di capire se l'offerta è in qualche modo maliziosa, o se si tratta di un utile aiuto a favore di un ragazzo o ragazza spaesata che inizia a muovere i primi passi. Quando possibile, per evitare ogni dubbio, è bene rivolgersi ad un fotografo, professionista, che conoscete personalmente o la cui bravura è da amici e conoscenti colleghi o aspiranti tali, sia universalmente riconosciuta.
Un altro vantaggio che può derivare dal rivolgersi ad un fotografo professionista esterno ad un'agenzia può essere il fatto che questi rappresenta un contatto in più nell'ambiente, che può segnalare i ragazzi a scout, registi, pubblicitari che stiano cercando modelle, indossatrici, ragazze immagine o hostess per lavori che si potranno accettare o scartare a propria discrezione. Un fotografo interno è una buona scelta quando abbiamo a che fare con agenzie conclamate o per fotografi di indubbia fama, bravura e professionalità, che sia conosciuto e accreditato nel panorama delle agenzie fotografiche, di moda e pubblicitarie. È indispensabile avere delle caratteristiche fisiche tali da mettere il fotografo in condizioni di risaltarle per la realizzazione del book. Un bella foto, infatti, deve valorizzare non solo la propria persona, ma anche il lavoro del fotografo e di riflesso l'agenzia che rappresenta i modelli. Il risultato dovrà essere una foto non solo bella, ma anche artistica, di impatto, che riesca a colpire e catturare l'attenzione di coloro che dovranno ingaggiare i modelli per un lavoro.
Un bravo fotografo di moda saprà anche mettere a proprio agio l'aspirante modella, specialmente quelle alle primissime armi che non hanno mai mosso un passo nella direzione della moda e si accingono adesso ad entrare nel settore. Infatti, le modelle inesperte spesso sono impacciate davanti all'obiettivo. Sta al fotografo rassicurarle, dirigerle, dar loro sicurezza nei propri mezzi e insegnar loro il modo in cui valorizzarsi davanti all'obiettivo di una macchina fotografica. Anche la modella ha la sua parte di responsabilità, ovviamente: deve presentarsi puntualmente alla sessione fotografica, in modo curato ma sempre non eccessivo, coi i capelli in ordine, un trucco semplice ma ben fatto, che le valorizzi il viso e che possa esser ritoccato anche durante una pausa del servizio senza troppe difficoltà: è bene essere sobri per questo tipo di lavoro e mai appariscenti. Una modella può presentarsi al momento degli scatti per il book fotografico anche con alcuni accessori che desidera utilizare per le foto, come per esempio abiti, gioielli semplici, cinture, cappelli o occhiali, accessori che la aiuteranno a "giocare" con l'obiettivo ed essere più a suo agio e disinvolta. E contribuiranno a realizzare foto particolari, originali, molto personali, che sicuramente colpiranno più di foto "classiche" e uguali a mille altre di altre mille persone.
Durante la realizzazione del primo book fotografico le modelle alle prime armi devono portare con sè, solitamente, gli abiti che intendono indossare durante il servizio, poichè ovviamente non dispongono ancora di uno stilista che le vesta ed essendo appunto un book personale e non un servizio, non è l'azienda a fornire gli abiti stessi. Solitamente le aspiranti modelle devono portarsi anche più cambi, ovvero un abito elegante completo delle scarpe, un costume da bagno ed eventuali accessori, un completo con gonna o short e top, un completo più casuale "quotidiano", eventualmente anche biancheria intima. La varietà di abiti spiega la necessità di un trucco semplice ed adattabile e aiuta anche la modella, o il modello, a muoversi davanti all'obiettivo in modo che vengano realizzate foto sicuramente personali e originali. Sarà molto difficile in questo modo disporre di foto simili a quelle di un altro: il book fotografico deve essere personale ed espressione di personalità. Le modelle e i modelli più timidi possono esercitarsi a casa nelle pose da assumere durante la realizzazione del book, per esempio provandole davanti allo specchio prendendo ispirazione dalle foto sulle riviste, magari fotografandosi artigianalmente con una macchina fotografica in modo da avere subito un riscontro su come si possa venire in foto, come risulti una posa e cosa si possa correggere.
Non sono poche le agenzie che gradiscono book fotografici composti di le foto in bianco e nero con un formato massimo di 20x30. Tra le foto di un book devono risaltare le foto del volto dell'aspirante modello o modella, ma in ogni caso non devono mancare diverse pose a figura intera, in modo tale da poter dare un'idea completa del fisico del modello all'agenzia che visionerà il book e gli eventuali clienti dell'agenzia stessa. In questo modo, il book risulterà più professionale e verrà preso in considerazione seriamente.Un altra dritta utile per un aspirante modello o modella, per poter essere seriamente presi in considerazione al momento della presentazione in agenzia o per un casting, è allegare al book non solo il proprio curriculum personale relativo ai lavori fatti sinora, ma anche il così detto composit.Il composit è una sorta di cartoncino, solitamente una cartellina di formato A5, dove gli aspiranti modelli sono soliti riassumere tutti i loro dati personali e che viene lasciato in visione alle agenzie o ai casting, con allegate da tre fino sino ad un massimo di 10 fotografie. Nel composit poi non devono mancare dati essenziali per un modello, le sue caratteristiche somatiche, altezza, peso, colore degli occhi e dei capelli, numero di scarpa e ovviamente le misure, in modo da poter dare a coloro che lo prendono in visione, un'idea precisa e completa del candidato che si sta prendendo in considerazione. Sul composit deve essere inserito il recapito dell'agenzia che rappresenta il modello: è infatti questo l'indirizzo che interessa a chi dirige il casting, che tratterà direttamente con l'agenzia per l'eventuale ingaggio e per il compenso. Etichette: book fotografici modelle, book fotografico, book fotografico pescara, composit
MISS PIN UP il concorso per valorizzare la maggiorata del 2000 - dal blog di Simona Sessa
Miss Pin Up il concorso dedicato a tutte le donne formose, plus size, maggiorate e con le curve. Un titolo per valorizzare la donna dalla taglia 44 alla 50 che ricorda le dive sexy degli anni ’40-’50 come Marilyn Monroe, Betty Page o Jane Russel.
La competizione premia ragazze e donne orgogliose delle proprie curve che trasmettano sensualità e passionalità e che sono stanche di adeguarsi ad improbabili modelli di magrezza. Il corpo mediterraneo con tutte le sue curve sinuose: questo il protagonista assoluto.
La prima edizione di Miss Pin Up 2009 ha ottenuto un grande successo ed ha decretato 6 vincitrici tra cui Miss Pin Up, Miss Burlesque, Miss Signorina Grandi Forme, Miss Woman Shop, Miss Femmina Pin Up e Miss Taglia 48.
Una prima edizione, molto apprezzata, che ha visto l’elezione delle vincitrici attraverso il web: tutte le ragazze sono state giudicate attraverso le foto che hanno inviato. Le pose da Pin Up, gli abiti, il trucco, la pettinatura Vintage e il notevole sex appeal hanno avuto un peso notevole nella scelta delle 6 premiate.
Più di 200 iscritte per una prima edizione che ha superato tutte le più rosee aspettative. L’originale concorso di stampo sociale è ideato ed organizzato da Simona Sessa, giornalista, scrittrice, blogger, esperta di seduzione e femminilità. Si tratta di una competizione per combattere anoressia, bulimia e disturbi alimentari.
Miss Pin Up vuole premiare le ragazze e le donne consapevoli della loro fisicità e che sono orgogliose delle proprie curve. Un modello di donna felice, morbido e rotondo che si contrappone a quello anoressico e iper magro proposto oggi dalla società. La gara si propone di rivalutare una donna con forme da capogiro per riportare lo star system verso un modello di bellezza più sana.
Finalmente un innovativo concorso VIETATO ALLE TAGLIE 38-40-42. Miss Pin Up è aperto alle ragazze ed alle donne dai 18 ai 45 anni. Possono partecipare alla seconda edizione di Miss Pin Up tutte le ragazze che hanno partecipato alla prima edizione e anche quelle che hanno vinto le 5 fasce tranne la Miss Pin Up eletta.
I requisiti per partecipare sono:
1) Essere formose e con le curve
2) Voglia di farsi ammirare e notare
3) Credere nel progetto di rivalutazione della donna in carne
4) Nessuna limitazione di altezza
5) la taglia dalla 44 alla 50
La finale del concorso andrà in scena in una location ancora top secret e le ragazze saranno valutate da un’apposita commissione esaminatrice.
Il concorso, sponsorizzato dal Woman Shop, il 1 Pin Up Store d’Italia, e dal primo brand Vintage italiano Femmina Pin Up, è stato fortemente voluto dalla giornalista Sessa, da anni è testimonial e paladina della donna Pin Up.
Simona grazie alla sua attività di giornalista e personaggio tv è promotrice del suo progetto artistico, sociale e culturale che rivaluta la donna formosa Pin up del 2000 proprio come la famose starlette americane degli anni ’40-’50.
Dal 1 Gennaio 2010 aperte le iscrizioni di Miss Pin Up Web 2010 e si chiuderanno il 10 Dicembre 2010. Eleggeremo le vincitrici entro fine Dicembre. Allora, sei convinta? Richiedi il tuo book in stile pin up a Nunphotography.Clicca qui per maggiori dettagli.Etichette: concorso miss pin up, fotografie anni 50 - 60, fotografo pin up, fotografo vintage
 Dita Von Teese
Dita von Teese, pseudonimo di Heather Renée Sweet (Rochester, 28 settembre 1972), è una modella statunitense, show girl del burlesque e specializzata in performance fetish softcore. Famosa è la sua performance di striptease nel gigante Martini Glass e il suo look da vera pin-up dalla pelle d'avorio. È considerata una fashion icon dallo stile vintage e sofisticato: è ospite fissa per molti stilisti e modella per molti obiettivi fotografici. Nativa del Michigan, figlia di un'estetista e di un operaio, sviluppa fin da piccola una particolare passione — influenzata dalla madre — per il cinema e i musicali in Technicolor degli anni quaranta. Affascinata dalla Old Hollywood, Dita inizia a immedesimarsi nelle sue dive preferite facendo spesso uso di abbigliamento retró. Iniziò a praticare danza classica, la sua prima aspirazione fu quella di diventare ballerina. In seguito si servirà di questa preparazione nei suoi spettacoli di genere burlesque, ballando en pointe. A dodici anni si trasferì nella Contea di Orange, in California, con i genitori e le due sorelle. Da adolescente, la madre la portò a comprare il suo primo reggiseno, di semplice cotone bianco, e le diede un uovo di plastica contenente dei collant color carne. Incredibilmente delusa, iniziò a pensare di trovarsi un lavoro per poter comprare la lingerie che sognava: lei avrebbe desiderato vestiti con merletti e calze simili a quelle viste dalle sue attrici preferite e nelle riviste di Playboy del padre. A quindici anni iniziò a lavorare in un negozio di biancheria intima come commessa. Il lavoro le permetterà di comprarsi tutti i gingilli da lei desiderati per esaltare la sua femminilità. La passione per i vestiti vintage la porta a specializzare il suo studio al College in storia della moda, abbandonata l'idea di diventare una ballerina, Dita voleva diventare costumista per spettacoli e cinema. È divenuta nota soprattutto per la sua relazione con la rockstar shock rock Brian Warner, noto come Marilyn Manson, durata sette anni. Sposati nel dicembre 2005, il loro matrimonio sembra essersi concluso agli inizi del 2007 per inconciliabili differenze e i troppi demoni che avrebbero attanagliato il cantante. Il matrimonio, officiato dal regista Alejandro Jodorowsky, si era svolto in perfetto stile gotico e abiti ottocenteschi in un castello della Contea irlandese del Tipperary. L'unione tra i due sembra essersi conclusa anche a causa di un'improvvisa - e ricambiata - infatuazione del rocker per l'attrice ventenne Evan Rachel Wood, (resa nota e ammirata nei film Thirteen, Down in the Valley, Correndo con le forbici in mano e Pretty Persuasion), a cui il cantante si è ispirato per il suo ultimo disco Eat me Drink me. La Von Teese sembra aver superato la crisi con ironia, dando il permesso alla rivista Penthouse di pubblicare alcune sue sexy-foto per un articolo intitolato "Ecco cosa si è perso Manson". Attualmente ha una relazione con il conte francese Louis-Marie de Castelbajac, figlio dello stilista Jean-Charles de Castelbajac.
Etichette: Dita Von Teese, fotografie anni 50 - 60, fotografo pin up, fotografo vintage
 Con il termine di pin-up (termine di lingua inglese traducibile con da appendere) si indicano generalmente le ragazze – solitamente procaci, ammiccanti e sorridenti – fotografate in costume da bagno le cui immagini, durante il secondo conflitto mondiale, iniziarono a diffondersi su molte riviste settimanali degli Stati Uniti. Questo fenomeno attirò in maniera sempre maggiore l’attenzione soprattutto dei lettori uomini, e in particolare registrò un incredibile successo fra i soldati impegnati al fronte, che usavano appendere le fotografie di queste ragazze nei loro armadietti o nelle loro tende di accampamento. Questa categoria di sex-symbol venne identificata col nome di pin-up, e appunto stava a indicare una categoria di splendide ragazze, sensuali e affascinanti, prive di quell’alone di mistero che aveva caratterizzato le “dive” degli anni trenta, elemento che contribuì di certo a conferire loro il favore del pubblico. Erano tipiche bellezze americane, dalle gambe lunghe, seno prorompente e naso all’insù, quindi prosperose ed attraenti ma dallo sguardo sereno, quasi fanciullesco, ed armonioso. Erano delle “dive” private del classico “divismo”: l’ampia diffusione delle loro storie sulle riviste concorse a conferire loro un carattere comune agli occhi del pubblico. Di lì a poco, il “fenomeno” delle pin-up approdò anche al cinema e al teatro attraverso le attrici-ballerine-striptiseuse degli spettacoli di genere burlesque. Assieme a Betty Grable, Gypsy Rose Lee e Tempest Storm – tipici esempi di pin-up – la diva che più di ogni altra ha saputo emergere nel periodo dell’immediato dopoguerra è stata Rita Hayworth: giunta alla celebrità grazie al film Gilda (del 1946), è divenuta nell’immaginario collettivo non solo statunitense una figura rappresentativa di un certo tipo di bellezza femminile. Ciclicamente, il fenomeno rivive dei momenti di popolarità, anche soprattutto grazie al tratto evergreen e vintage che caratterizza tutto ciò che proviene dagli anni cinquanta. Con il passare degli anni lo stile pin-up, coniugato con aspetti moderni e collegato allo stile dell’upskirt, è rinato in ambienti underground venendo poi man mano ripreso anche dal mainstream. Etichette: fotografie anni 50 - 60, fotografo pin up, fotografo vintage
Siamo arrivati alla terza è ultima parte di Reportage di un matrimonio. Spero che quanto è stato scritto vi possa aver stimolato e preparato alla prossima occasione! Veniamo all’ultima parte ossia il dopo cerimonia, che va dalle foto in esterni fino alle foto finali durante il ricevimento. lL DOPO CERIMONIA
Arrivati sin qui buona parte del nostro compito è stata fatta! Non ci resterà che mettere la ciliegina sulla torta scegliendo un posto adatto affinchè si possano realizzare delle foto fresche e divertenti con gli sposi, in base alle condizioni atmosferiche. Una volta deciso dove andare a far le foto, se in un posto particolare o se la scenografia lo permette nei paraggi del luogo dove è avvenuta la cerimonia, dovremo fare in modo di catturare dei momenti di spensieratezza degli sposi insieme. E’ importante fare una precisazione, è vero che in questo articolo si parla di reportage, ma nel caso di un matrimonio tale concetto è mutevole! Il perchè è presto detto: se si ha davanti una coppia di sposi affiatatamente spontanea di fronte all’obiettivo, possiamo pienamente parlare di reportage. Al contrario dovrà essere la bravura del fotografo a creare scene e momenti da ricordare! In caso di orari serali per le foto in esterni è consigliabile l’uso di faretti puntati sul volto degli sposi, o anche l’uso di un flash se possibile collegato alla macchina con un trasmettitore e non montato su di essa. In questo caso, chiaramente, servirà un assistente, al contrario si dovrà lavorare con il flash montato sulla macchina. La raccomandazione è di fare attenzione a non bruciare il vestito della sposa, cercate di lavorare in manuale soprattutto nel caso dell’uso di un flash. Vi assicuro che se non farete questo errore il vostro lavoro in post-produzione ne gioverà fortemente sia dal punto di vista del tempo che della qualità del risultato finale. Oltre a queste particolari attenzioni tecniche, è importante contestualizzare le foto degli sposi, magari sfruttando scorci caratteristici o ancora personaggi del luogo prescelto per le foto. Come scritto prima tra le righe è l’aspetto scenico ha sempre un impatto molto forte! Oltre che questo tipo di foto mancheranno solamente quelle al buffet. In questo caso oltre che possibili foto creative, è questo dipende dalla capacità del fotografo, si dovranno realizzare le classiche foto con parenti ed amici, ma ancora di più bisognerà catturare i momenti di festa e gioia dell’evento. In questi casi il consiglio è di lavorare in manuale, calcolare la luce presente e quale sarà il nostro ring in cui fermare gli istanti, ad esempio la sala del ricevimento, e iniziare a scattare. Il tempo perso nelle scelte iniziali su come impostare la macchina sarà certamente ben speso. Il nostro trade-off sarà guidato dalla luce presente con l’obiettivo di uno sfondo luminoso! Dovremo quindi regolare il valore ISO e la velocità di scatto in modo da avere soggetti fermi e sfondo luminoso. Se il soffitto è basso potremmo puntare il flash, qualora si disponga di un flash non integrato, verso l’alto! Il risultato sarà ottimale al nostro scopo. Il consiglio è di scegliere una velocità di otturazione di 1/60 o un 1/80 evitando di scendere al di sotto di tali tempi e regolare il valore ISO in base a questo. Possiamo dire che il gioco è fatto! Seguendo queste semplici regole potremmo realmente realizzare un buon lavoro dal punto di vista tecnico! L’aspetto importante che ci distinguerà e ci farà apprezzare sarà il nostro apporto creativo, la nostra capacità di dialogare tramite l’immagine, la nostra prontezza nel cogliere l’istante! Per chi si fosse perso le puntate precedenti: 1.Reportage di un matrimonio (Parte Prima)2.Reportage di un matrimonio (Parte Seconda) Etichette: foto sposi, fotografo matrimonio, reportage matrimonio
Dopo aver visto la prima parte di “Reportage di un matrimonio”, possiamo andare ad affrontare la parte centrale dell’evento: la cerimonia. In questa parte la parola reportage tende ad avere pieno significato. Nella cerimonia non è possibile pretendere una foto in posa, ed è qui che viene fuori la capacità del fotografo nel sapere cogliere l’attimo. Il fotografo deve essere veloce, abile nel sapersi muovere, insomma deve essere un ombra capace di cogliere gli istanti. Per quanto riguarda l’attrezzatura ed in particolare la luce, qualora non si disponga di faretti da montare su due stativi ai lati dell’altare, la miglio soluzione è il flash o ancora meglio, qualora fosse possibile, sfruttare la luce ambiente.
LA CERIMONIA In questa parte dell’evento bisogna saper cogliere gli elementi dell’attesa dell’arrivo della sposa, tramite i partecipanti alla cerimonia e lo sposo. L’obiettivo è la contestualizzazione dell’evento, cogliendo qui momenti che gli sposi potranno rivedere.
Arrivata la sposa si inizia a pieno ritmo! L’entrata, fino all’incontro con lo sposo in attesa, è uno dei momenti fondamentali. Bisogna essere veloci a fotografare l’arrivo e seguire la sposa fino all’altare, senza essere in alcun modo di intralcio nella cerimonia, creando quindi il minor disagio possibile. Una volta iniziata la cerimonia la situazione si tranquillizza momentaneamente. E’ il momento in cui bisogna riprendere gli sposi da diverse inquadrature, girando discretamente intorno all’altare senza disturbare, facendo il minor rumore possibile. Mi raccomando ricordate di aver messo in silenzioso il cellulare!!! In questo momento è molto importante conoscere come si svolgerà la cerimonia, non ci si può far trovare impreparati. Per impreparati si intende essere nella posizione errata, non avere la focale giusta o peggio ancora perdere l’istante distraendosi clamorosamente! E’ importante seguire l’arrivo degli anelli sull’altare e tutta la fase della lettura delle promesse e scambio degli anelli. Fate attenzione che i movimenti del cerimoniante o degli sposi non vi siano d’intralcio! Gli imprevisti sono sempre in agguato, state attenti! Oltre alle parti centrali dell’evento è importante fotografare nel momento della cerimonia i genitori degli sposi, i testimoni, scene e momenti tra gli invitati. Inoltre è bene contestualizzare l’intera scena dell’evento, facendo delle foto grandangolari, più o meno spinte a seconda del vostro gusto, dell’intero parterre invitati. Ricordate che maggiori saranno gli spunti, le inquadrature e gli scatti che offrirete, maggiori saranno le possibilità che l’intero servizio piaccia. Ciò non vuol dire scattare a raffica! Oltre allo scambio degli anelli i momenti da catturare sono le varie fasi legate al tipo di cerimonia, civile o religiosa che sia.
Una volta termina la cerimonia sarà il momento delle classiche foto di rito con famiglie di sposo e sposa e testimoni. Tutto ciò prima di arrivare al momento finale: l’uscita degli sposi alla fine del matrimonio! Mi raccomando sappiate disporre gli invitati all’uscita, create la vostra scena e fate in modo che non venga ostacolata in alcun modo! Adesso non vi resterà che scattare, in questo caso la raffica, per cogliere il momento giusto, potrà sicuramente tornarvi utile. Etichette: fotografia reportage, reportage, reportage matrimonio
La fotografia di matrimonio è per eccellenza la palestra per il fotografo che vive per catturare l’istante. E’ un genere di fotografia che ad alcuni può non piacere, ma è sicuramente il genere che per eccellenza mette a dura prova il fotografo non solo dal punto di vista tecnico-professionale, ma anche umano. Infatti al fotografo è richiesto uno spiccato senso relazionale se vuole ottenere nelle sue foto gioia e felicità degli sposi. In questo articolo diviso in 3 parti andremo ad affrontare i momenti salienti di una cerimonia matrimoniale.
IL PRE- CERIMONIA Il pre-cerimonia include, oltre ai preparativi che avvengono nelle poche ore precedenti all’evento, una giornata fotografica dedicata a realizzare delle foto in esterno, molto importanti per il fotografo al fine di familiarizzare con gli sposi e creare il feeling giusto per “dialogare” con i protagonisti dell’evento. Solitamente i momenti dei preparativi avvengono a casa della sposa. Oltre che le classiche foto di rito con familiari e amici, è utile catturare le emozioni e le sensazioni trasmesse nelle turbolente fasi pre-cerimonia. Può risultare molto bello e singolare seguire la fase di acconciatura e trucco: i gesti del parrucchiere, le movenze e le espressioni della sposa. Una volta terminata questa fase, con la sposa ormai vestita è il momento in cui si dovrà fotografare la sposa in tutto il suo splendore, accostata a quelli elementi, presenti in casa, della sua vita prima del matrimonio. In questi momenti è estremamente utile, oltre a conoscere la propria attrezzatura e saperla utilizzare ad occhi chiusi, l’uso di un faretto puntato sul viso della sposa. E’ fondamentale saper bilanciare la luce artificiale sul volto e saper giocare con le tonalità di luce fredda, quella naturale, rispetto a quella calda del faretto. Un’altra possibilità è quella di un sapiente uso di un flash esterno. L’obiettivo è evitare una luce piatta è frontale, in modo da dare profondità alla scena. Alle fine di questa prima fase non resterà che coinvolgere i familiari e chiunque faccia parte della quotidianità della casa della sposa per le foto finali di rito.
1. Reportage di un matrimonio (Parte Seconda) 2. Reportage di un matrimonio (Parte terza) Etichette: foto sposi, fotografo matrimonio, reportage matrimonio
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