<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-775768913252050482</id><updated>2010-03-01T18:29:03.593+01:00</updated><title type='text'>Nun Photography</title><subtitle type='html'>Servizi fotografici professionali:
matrimoni, book per modelle/i, realizzazione cataloghi e brochures</subtitle><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/blog_fotografia.html'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://www.nunphotography.com/atom.xml'/><author><name>Morpheus</name><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>16</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-775768913252050482.post-7623165083626429078</id><published>2010-03-01T18:09:00.004+01:00</published><updated>2010-03-01T18:29:03.600+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='book fotografico pescara'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='book fotografico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='composit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='book fotografici modelle'/><title type='text'>Cos'è un book fotografico?</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.nunphotography.com/fig_book_fotografici_modelle/barbara/DSC_6143.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 242px; FLOAT: left; HEIGHT: 165px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.nunphotography.com/fig_book_fotografici_modelle/barbara/DSC_6143.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; V&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;uoi diventare una modella o un modello?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Molte ragazze e ragazzi desiderano con tutte le proprie forze intraprendere la carriera di modello, indossatore, hostess, attore o altre professioni legate allo spettacolo e alle luci della ribalta. Non è però semplice trovare i contatti giusti, e per questo, per iniziare a svolgere i primi lavori prima, per poi avviarsi ad una carriera professionale per poi ricevere i lauti ingaggi che queste professioni prevedono, è bene prendere confidenza con le agenzie di moda. Le agenzie sono solite richiedere il book fotografico. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Cos' è quindi il book fotografico?&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nunphotography.com/book_fotografico.html"&gt;Il book fotografico&lt;/a&gt; è una sorta di diario fotografico personale, un album in cui sono raccolti i migliori scatti che un fotografo professionista è stato in grado di realizzare relativamente a un modello o modella che sia che potrà comunicare quindi in maniera elegantemente visiva la propria capacità espressiva agli agenti e di conseguenza agli addetti ai lavori. Si tratta di un album in cui sono raccolte delle fotografie, in serie, che racchiudono in se, a seconda della bravura particolare del fotografo in questione, le capacità performative ed espressive del modello o della modella che ne dispone. Le immagini di questo prodotto devono essere scattate in un set fotografico professionale, come più volte sottolineato all'interno del sito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per &lt;a href="http://www.nunphotography.com/book_fotografico.html"&gt;realizzare un book fotografico&lt;/a&gt;, ripetiamo, ci si deve rivolgere ad un fotografo professionista, che sappia valorizzare il viso e il corpo del soggetto, esaltandone i punti di forza e nascondendone i difetti o punti deboli. Delle foto ben realizzate saranno un ottimo biglietto da visita da presentare al momento di un casting o dei primi contatti con un'agenzia. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Le agenzie possono proporre la realizzazione di un book fotografico affidando il lavoro ad un fotografo interno o di fiducia: è bene essere consapevoli del potenziale conflitto d'interessi che si potrebbe venire a creare, e lasciamo all'istinto personale il compito di capire se l'offerta è in qualche modo maliziosa, o se si tratta di un utile aiuto a favore di un ragazzo o ragazza spaesata che inizia a muovere i primi passi. Quando possibile, per evitare ogni dubbio, è bene rivolgersi ad un &lt;a href="http://www.nunphotography.com/francesco_mazza.html"&gt;fotografo, professionista&lt;/a&gt;, che conoscete personalmente o la cui bravura è da amici e conoscenti colleghi o aspiranti tali, sia universalmente riconosciuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro vantaggio che può derivare dal rivolgersi ad un&lt;a href="http://www.nunphotography.com/francesco_mazza.html"&gt; fotografo professionista &lt;/a&gt;esterno ad un'agenzia può essere il fatto che questi rappresenta un contatto in più nell'ambiente, che può segnalare i ragazzi a scout, registi, pubblicitari che stiano cercando modelle, indossatrici, ragazze immagine o hostess per lavori che si potranno accettare o scartare a propria discrezione. Un fotografo interno è una buona scelta quando abbiamo a che fare con agenzie conclamate o per fotografi di indubbia fama, bravura e professionalità, che sia conosciuto e accreditato nel panorama delle agenzie fotografiche, di moda e pubblicitarie. È indispensabile avere delle caratteristiche fisiche tali da mettere il fotografo in condizioni di risaltarle per la realizzazione del book. Un bella foto, infatti, deve valorizzare non solo la propria persona, ma anche il lavoro del fotografo e di riflesso l'agenzia che rappresenta i modelli. Il risultato dovrà essere una foto non solo bella, ma anche artistica, di impatto, che riesca a colpire e catturare l'attenzione di coloro che dovranno ingaggiare i modelli per un lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un bravo&lt;a href="http://www.nunphotography.com/francesco_mazza.html"&gt;&lt;strong&gt; fotografo di moda&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;saprà anche mettere a proprio agio l'aspirante modella, specialmente quelle alle primissime armi che non hanno mai mosso un passo nella direzione della moda e si accingono adesso ad entrare nel settore. Infatti, le modelle inesperte spesso sono impacciate davanti all'obiettivo. Sta al fotografo rassicurarle, dirigerle, dar loro sicurezza nei propri mezzi e insegnar loro il modo in cui valorizzarsi davanti all'obiettivo di una macchina fotografica. Anche la modella ha la sua parte di responsabilità, ovviamente: deve presentarsi puntualmente alla sessione fotografica, in modo curato ma sempre non eccessivo, coi i capelli in ordine, un trucco semplice ma ben fatto, che le valorizzi il viso e che possa esser ritoccato anche durante una pausa del servizio senza troppe difficoltà: è bene essere sobri per questo tipo di lavoro e mai appariscenti. Una modella può presentarsi al momento degli scatti per il book fotografico anche con alcuni accessori che desidera utilizare per le foto, come per esempio abiti, gioielli semplici, cinture, cappelli o occhiali, accessori che la aiuteranno a "giocare" con l'obiettivo ed essere più a suo agio e disinvolta. E contribuiranno a realizzare foto particolari, originali, molto personali, che sicuramente colpiranno più di foto "classiche" e uguali a mille altre di altre mille persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante la realizzazione del primo &lt;a href="http://www.nunphotography.com/book_fotografici.html"&gt;book fotografico &lt;/a&gt;le modelle alle prime armi devono portare con sè, solitamente, gli abiti che intendono indossare durante il servizio, poichè ovviamente non dispongono ancora di uno stilista che le vesta ed essendo appunto un book personale e non un servizio, non è l'azienda a fornire gli abiti stessi. Solitamente le aspiranti modelle devono portarsi anche più cambi, ovvero un abito elegante completo delle scarpe, un costume da bagno ed eventuali accessori, un completo con gonna o short e top, un completo più casuale "quotidiano", eventualmente anche biancheria intima. La varietà di abiti spiega la necessità di un trucco semplice ed adattabile e aiuta anche la modella, o il modello, a muoversi davanti all'obiettivo in modo che vengano realizzate foto sicuramente personali e originali. Sarà molto difficile in questo modo disporre di foto simili a quelle di un altro: il book fotografico deve essere personale ed espressione di personalità. Le modelle e i modelli più timidi possono esercitarsi a casa nelle pose da assumere durante la realizzazione del book, per esempio provandole davanti allo specchio prendendo ispirazione dalle foto sulle riviste, magari fotografandosi artigianalmente con una macchina fotografica in modo da avere subito un riscontro su come si possa venire in foto, come risulti una posa e cosa si possa correggere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono poche le agenzie che gradiscono &lt;a href="http://www.nunphotography.com/book_fotografici.html"&gt;&lt;strong&gt;book fotografici&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;composti di le foto in bianco e nero con un formato massimo di 20x30. Tra le foto di un book devono risaltare le foto del volto dell'aspirante modello o modella, ma in ogni caso non devono mancare diverse pose a figura intera, in modo tale da poter dare un'idea completa del fisico del modello all'agenzia che visionerà il &lt;a href="http://www.nunphotography.com/book_fotografici.html"&gt;book&lt;/a&gt; e gli eventuali clienti dell'agenzia stessa. In questo modo, il book risulterà più professionale e verrà preso in considerazione seriamente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Un altra dritta utile per un aspirante modello o modella, per poter essere seriamente presi in considerazione al momento della presentazione in agenzia o per un casting, è allegare al book non solo il proprio curriculum personale relativo ai lavori fatti sinora, ma anche il così detto composit.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il &lt;a href="http://www.nunphotography.com/composit_fotografici_professionali.html"&gt;&lt;strong&gt;composit&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; è una sorta di cartoncino, solitamente una cartellina di formato A5, dove gli aspiranti modelli sono soliti riassumere tutti i loro dati personali e che viene lasciato in visione alle agenzie o ai casting, con allegate da tre fino sino ad un massimo di 10 fotografie. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nel &lt;a href="http://www.nunphotography.com/composit_fotografici_professionali.html"&gt;composit&lt;/a&gt; poi non devono mancare dati essenziali per un modello, le sue caratteristiche somatiche, altezza, peso, colore degli occhi e dei capelli, numero di scarpa e ovviamente le misure, in modo da poter dare a coloro che lo prendono in visione, un'idea precisa e completa del candidato che si sta prendendo in considerazione. Sul composit deve essere inserito il recapito dell'agenzia che rappresenta il modello: è infatti questo l'indirizzo che interessa a chi dirige il casting, che tratterà direttamente con l'agenzia per l'eventuale ingaggio e per il compenso. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/775768913252050482-7623165083626429078?l=www.nunphotography.com%2Fblog_fotografia.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.nunphotography.com/book_fotografico.html' title='Cos&apos;è un book fotografico?'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/7623165083626429078/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2010/03/cose-un-book-fotografico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/7623165083626429078'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/7623165083626429078'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2010/03/cose-un-book-fotografico.html' title='Cos&apos;è un book fotografico?'/><author><name>Nunphotography</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01126972706083844382</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03427958081244507526'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-775768913252050482.post-1277510035588126061</id><published>2010-02-25T17:19:00.004+01:00</published><updated>2010-02-25T17:32:26.020+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='concorso miss pin up'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fotografo vintage'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fotografo pin up'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fotografie anni 50 - 60'/><title type='text'>Miss Pin Up: il concorso per donne con le curve</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.pourfemme.it/wp-galleryo/cosmetici-per-pin-up/pin-up-girl.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 225px; FLOAT: left; HEIGHT: 281px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.pourfemme.it/wp-galleryo/cosmetici-per-pin-up/pin-up-girl.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;MISS PIN UP il concorso per valorizzare la maggiorata del 2000 - dal blog di Simona Sessa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Miss Pin Up&lt;/strong&gt; il &lt;strong&gt;concorso dedicato a tutte le donne formose&lt;/strong&gt;, plus size, maggiorate e con le curve.&lt;br /&gt;Un titolo per valorizzare la donna dalla taglia 44 alla 50 che ricorda le dive sexy degli anni ’40-’50 come Marilyn Monroe, Betty Page o Jane Russel.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La competizione premia ragazze e donne orgogliose delle proprie curve che trasmettano sensualità e passionalità e che sono stanche di adeguarsi ad improbabili modelli di magrezza.&lt;br /&gt;Il corpo mediterraneo con tutte le sue curve sinuose: questo il protagonista assoluto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima edizione di Miss Pin Up 2009 ha ottenuto un grande successo ed ha decretato 6 vincitrici tra cui Miss Pin Up, Miss Burlesque, Miss Signorina Grandi Forme, Miss Woman Shop, Miss Femmina Pin Up e Miss Taglia 48.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una prima edizione, molto apprezzata, che ha visto l’elezione delle vincitrici attraverso il web: tutte le ragazze sono state giudicate attraverso le foto che hanno inviato. Le pose da Pin Up, gli abiti, il trucco, la pettinatura Vintage e il notevole sex appeal hanno avuto un peso notevole nella scelta delle 6 premiate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più di 200 iscritte per una prima edizione che ha superato tutte le più rosee aspettative.&lt;br /&gt;L’originale concorso di stampo sociale è ideato ed organizzato da Simona Sessa, giornalista, scrittrice, blogger, esperta di seduzione e femminilità. Si tratta di una competizione per combattere anoressia, bulimia e disturbi alimentari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Miss Pin Up vuole premiare le ragazze e le donne consapevoli della loro fisicità e che sono orgogliose delle proprie curve. Un modello di donna felice, morbido e rotondo che si contrappone a quello anoressico e iper magro proposto oggi dalla società.&lt;br /&gt;La gara si propone di rivalutare una donna con forme da capogiro per riportare lo star system verso un modello di bellezza più sana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Finalmente un innovativo concorso VIETATO ALLE TAGLIE 38-40-42.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Miss Pin Up è aperto alle ragazze ed alle donne dai 18 ai 45 anni. Possono partecipare alla seconda edizione di Miss Pin Up tutte le ragazze che hanno partecipato alla prima edizione e anche quelle che hanno vinto le 5 fasce tranne la Miss Pin Up eletta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I requisiti per partecipare sono:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Essere formose e con le curve&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Voglia di farsi ammirare e notare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Credere nel progetto di rivalutazione della donna in carne&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) Nessuna limitazione di altezza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) la taglia dalla 44 alla 50&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La finale del concorso andrà in scena in una location ancora top secret e le ragazze saranno valutate da un’apposita commissione esaminatrice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il concorso, sponsorizzato dal Woman Shop, il 1 Pin Up Store d’Italia, e dal primo brand Vintage italiano Femmina Pin Up, è stato fortemente voluto dalla giornalista Sessa, da anni è testimonial e paladina della donna Pin Up.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Simona grazie alla sua attività di giornalista e personaggio tv è promotrice del suo progetto artistico, sociale e culturale che rivaluta la donna formosa Pin up del 2000 proprio come la famose starlette americane degli anni ’40-’50.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 1 Gennaio 2010 aperte le iscrizioni di Miss Pin Up Web 2010 e si chiuderanno il 10 Dicembre 2010. Eleggeremo le vincitrici entro fine Dicembre. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Allora, sei convinta? Richiedi il tuo&lt;a href="http://www.nunphotography.com/fotografo_burlesque.html"&gt; book in stile pin up &lt;/a&gt;a Nunphotography.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nunphotography.com/fotografo_burlesque.html"&gt;Clicca qui per maggiori dettagli&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/775768913252050482-1277510035588126061?l=www.nunphotography.com%2Fblog_fotografia.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.nunphotography.com/fotografo_burlesque.html' title='Miss Pin Up: il concorso per donne con le curve'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/1277510035588126061/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2010/02/miss-pin-up-il-concorso-per-donne-con.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/1277510035588126061'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/1277510035588126061'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2010/02/miss-pin-up-il-concorso-per-donne-con.html' title='Miss Pin Up: il concorso per donne con le curve'/><author><name>Nunphotography</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01126972706083844382</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03427958081244507526'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-775768913252050482.post-7249977695973420887</id><published>2010-02-22T12:23:00.004+01:00</published><updated>2010-02-22T12:43:32.084+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fotografo vintage'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dita Von Teese'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fotografo pin up'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fotografie anni 50 - 60'/><title type='text'>Chi è la pin up Dita Von Teese</title><content type='html'>&lt;a href="http://styleandfashion.blogosfere.it/images/08901_Dita_Von_Teese_modelling_her_new_range_of_Wonderbra_by_Dita_Von_Teese_122_219lo.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 163px; FLOAT: left; HEIGHT: 218px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://styleandfashion.blogosfere.it/images/08901_Dita_Von_Teese_modelling_her_new_range_of_Wonderbra_by_Dita_Von_Teese_122_219lo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Dita Von Teese&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Dita von Teese, pseudonimo di Heather Renée Sweet (Rochester, 28 settembre 1972), è una modella statunitense, show girl del burlesque e specializzata in performance fetish softcore.&lt;br /&gt;Famosa è la sua performance di striptease nel gigante Martini Glass e il suo look da vera pin-up dalla pelle d'avorio. È considerata una fashion icon dallo &lt;a href="http://www.nunphotography.com/fotografo_burlesque.html"&gt;&lt;strong&gt;stile vintage&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;e sofisticato: è ospite fissa per molti stilisti e modella per molti obiettivi fotografici.&lt;br /&gt;Nativa del Michigan, figlia di un'estetista e di un operaio, sviluppa fin da piccola una particolare passione — influenzata dalla madre — per il cinema e i musicali in Technicolor degli anni quaranta. Affascinata dalla Old Hollywood, Dita inizia a immedesimarsi nelle sue dive preferite facendo spesso uso di abbigliamento retró.&lt;br /&gt;Iniziò a praticare danza classica, la sua prima aspirazione fu quella di diventare ballerina. In seguito si servirà di questa preparazione nei suoi spettacoli di &lt;a href="http://www.nunphotography.com/fotografo_burlesque.html"&gt;genere burlesque&lt;/a&gt;, ballando en pointe.&lt;br /&gt;A dodici anni si trasferì nella Contea di Orange, in California, con i genitori e le due sorelle. Da adolescente, la madre la portò a comprare il suo primo reggiseno, di semplice cotone bianco, e le diede un uovo di plastica contenente dei collant color carne. Incredibilmente delusa, iniziò a pensare di trovarsi un lavoro per poter comprare la lingerie che sognava: lei avrebbe desiderato vestiti con merletti e calze simili a quelle viste dalle sue attrici preferite e nelle riviste di Playboy del padre. A quindici anni iniziò a lavorare in un negozio di biancheria intima come commessa. Il lavoro le permetterà di comprarsi tutti i gingilli da lei desiderati per esaltare la sua femminilità. La passione per i vestiti vintage la porta a specializzare il suo studio al College in storia della moda, abbandonata l'idea di diventare una ballerina, Dita voleva diventare costumista per spettacoli e cinema.&lt;br /&gt;È divenuta nota soprattutto per la sua relazione con la rockstar shock rock Brian Warner, noto come Marilyn Manson, durata sette anni. Sposati nel dicembre 2005, il loro matrimonio sembra essersi concluso agli inizi del 2007 per inconciliabili differenze e i troppi demoni che avrebbero attanagliato il cantante. Il matrimonio, officiato dal regista Alejandro Jodorowsky, si era svolto in perfetto stile gotico e abiti ottocenteschi in un castello della Contea irlandese del Tipperary. L'unione tra i due sembra essersi conclusa anche a causa di un'improvvisa - e ricambiata - infatuazione del rocker per l'attrice ventenne Evan Rachel Wood, (resa nota e ammirata nei film Thirteen, Down in the Valley, Correndo con le forbici in mano e Pretty Persuasion), a cui il cantante si è ispirato per il suo ultimo disco Eat me Drink me.&lt;br /&gt;La Von Teese sembra aver superato la crisi con ironia, dando il permesso alla rivista Penthouse di pubblicare alcune sue sexy-foto per un articolo intitolato "Ecco cosa si è perso Manson".&lt;br /&gt;Attualmente ha una relazione con il conte francese Louis-Marie de Castelbajac, figlio dello stilista Jean-Charles de Castelbajac.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/775768913252050482-7249977695973420887?l=www.nunphotography.com%2Fblog_fotografia.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.nunphotography.com/fotografo_burlesque.html' title='Chi è la pin up Dita Von Teese'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/7249977695973420887/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2010/02/chi-e-la-pin-up-dita-von-teese.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/7249977695973420887'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/7249977695973420887'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2010/02/chi-e-la-pin-up-dita-von-teese.html' title='Chi è la pin up Dita Von Teese'/><author><name>Nunphotography</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01126972706083844382</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03427958081244507526'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-775768913252050482.post-2158955647259980049</id><published>2010-02-21T20:23:00.005+01:00</published><updated>2010-02-21T20:37:46.918+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fotografo vintage'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fotografo pin up'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fotografie anni 50 - 60'/><title type='text'>Fotografie in stile Pin Up, Vintage, Anni '50 - '60</title><content type='html'>&lt;a href="http://rlv.zcache.com/vintage_retro_gil_elvgren_pin_up_girls_cards_postcard-p239067455372283396trdg_400.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; FLOAT: left; HEIGHT: 268px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://rlv.zcache.com/vintage_retro_gil_elvgren_pin_up_girls_cards_postcard-p239067455372283396trdg_400.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Con il termine di &lt;strong&gt;pin-up&lt;/strong&gt; (termine di lingua inglese traducibile con da appendere) si indicano generalmente le ragazze – solitamente procaci, ammiccanti e sorridenti – fotografate in costume da bagno le cui immagini, durante il secondo conflitto mondiale, iniziarono a diffondersi su molte riviste settimanali degli Stati Uniti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Questo fenomeno attirò in maniera sempre maggiore l’attenzione soprattutto dei lettori uomini, e in particolare registrò un incredibile successo fra i soldati impegnati al fronte, che usavano appendere le fotografie di queste ragazze nei loro armadietti o nelle loro tende di accampamento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Questa categoria di sex-symbol venne identificata col nome di pin-up, e appunto stava a indicare una categoria di splendide ragazze, sensuali e affascinanti, prive di quell’alone di mistero che aveva caratterizzato le “dive” degli anni trenta, elemento che contribuì di certo a conferire loro il favore del pubblico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Erano tipiche bellezze americane, dalle gambe lunghe, seno prorompente e naso all’insù, quindi prosperose ed attraenti ma dallo sguardo sereno, quasi fanciullesco, ed armonioso. Erano delle “dive” private del classico “divismo”: l’ampia diffusione delle loro storie sulle riviste concorse a conferire loro un carattere comune agli occhi del pubblico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Di lì a poco, il “fenomeno” delle &lt;a href="http://www.nunphotography.com/wm/fotografo_vintage_pin_up/index.html"&gt;&lt;strong&gt;pin-up&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;approdò anche al cinema e al teatro attraverso le attrici-ballerine-striptiseuse degli spettacoli di genere burlesque.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Assieme a Betty Grable, Gypsy Rose Lee e Tempest Storm – tipici esempi di pin-up – la diva che più di ogni altra ha saputo emergere nel periodo dell’immediato dopoguerra è stata Rita Hayworth: giunta alla celebrità grazie al film Gilda (del 1946), è divenuta nell’immaginario collettivo non solo statunitense una figura rappresentativa di un certo tipo di bellezza femminile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ciclicamente, il fenomeno rivive dei momenti di popolarità, anche soprattutto grazie al tratto evergreen e vintage che caratterizza tutto ciò che proviene dagli anni cinquanta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Con il passare degli anni lo stile&lt;a href="http://www.nunphotography.com/wm/fotografo_vintage_pin_up/index.html"&gt; pin-up&lt;/a&gt;, coniugato con aspetti moderni e collegato allo stile dell’upskirt, è rinato in ambienti underground venendo poi man mano ripreso anche dal mainstream.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/775768913252050482-2158955647259980049?l=www.nunphotography.com%2Fblog_fotografia.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.nunphotography.com/wm/fotografo_vintage_pin_up/index.html' title='Fotografie in stile Pin Up, Vintage, Anni &apos;50 - &apos;60'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/2158955647259980049/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2010/02/fotografie-in-stile-pin-up-vintage-anni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/2158955647259980049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/2158955647259980049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2010/02/fotografie-in-stile-pin-up-vintage-anni.html' title='Fotografie in stile Pin Up, Vintage, Anni &apos;50 - &apos;60'/><author><name>Nunphotography</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01126972706083844382</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03427958081244507526'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-775768913252050482.post-3581634874419929217</id><published>2010-02-18T15:20:00.001+01:00</published><updated>2010-02-18T15:24:20.236+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fotografo matrimonio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reportage matrimonio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='foto sposi'/><title type='text'>Matrimonio in stile reportage (Parte Terza)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Siamo arrivati alla terza è ultima parte di &lt;a href="http://www.nunphotography.com/fig_servizi_fotografici_matrimonio/index.html"&gt;Reportage di un matrimonio&lt;/a&gt;. Spero che quanto è stato scritto vi possa aver stimolato e preparato alla prossima occasione!&lt;br /&gt;Veniamo all’ultima parte ossia il dopo cerimonia, che va dalle foto in esterni fino alle foto finali durante il ricevimento. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;lL DOPO CERIMONIA&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Arrivati sin qui buona parte del nostro compito è stata fatta!&lt;br /&gt;Non ci resterà che mettere la ciliegina sulla torta scegliendo un posto adatto affinchè si possano realizzare delle foto fresche e divertenti con gli sposi, in base alle condizioni atmosferiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta deciso dove andare a far le foto, se in un posto particolare o se la scenografia lo permette nei paraggi del luogo dove è avvenuta la cerimonia, dovremo fare in modo di catturare dei momenti di spensieratezza degli sposi insieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ importante fare una precisazione, è vero che in questo articolo si parla di reportage, ma nel caso di un matrimonio tale concetto è mutevole!&lt;br /&gt;Il perchè è presto detto: se si ha davanti una coppia di sposi affiatatamente spontanea di fronte all’obiettivo, possiamo pienamente parlare di reportage. Al contrario dovrà essere la bravura del fotografo a creare scene e momenti da ricordare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In caso di orari serali per le foto in esterni è consigliabile l’uso di faretti puntati sul volto degli sposi, o anche l’uso di un flash se possibile collegato alla macchina con un trasmettitore e non montato su di essa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo caso, chiaramente, servirà un assistente, al contrario si dovrà lavorare con il flash montato sulla macchina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La raccomandazione è di fare attenzione a non bruciare il vestito della sposa, cercate di lavorare in manuale soprattutto nel caso dell’uso di un flash.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi assicuro che se non farete questo errore il vostro lavoro in post-produzione ne gioverà fortemente sia dal punto di vista del tempo che della qualità del risultato finale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre a queste particolari attenzioni tecniche, è importante contestualizzare le foto degli sposi, magari sfruttando scorci caratteristici o ancora personaggi del luogo prescelto per le foto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come scritto prima tra le righe è l’aspetto scenico ha sempre un impatto molto forte!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre che questo tipo di foto mancheranno solamente quelle al buffet.&lt;br /&gt;In questo caso oltre che possibili foto creative, è questo dipende dalla capacità del fotografo, si dovranno realizzare le classiche foto con parenti ed amici, ma ancora di più bisognerà catturare i momenti di festa e gioia dell’evento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi casi il consiglio è di lavorare in manuale, calcolare la luce presente e quale sarà il nostro ring in cui fermare gli istanti, ad esempio la sala del ricevimento, e iniziare a scattare.&lt;br /&gt;Il tempo perso nelle scelte iniziali su come impostare la macchina sarà certamente ben speso. Il nostro trade-off sarà guidato dalla luce presente con l’obiettivo di uno sfondo luminoso!&lt;br /&gt;Dovremo quindi regolare il valore ISO e la velocità di scatto in modo da avere soggetti fermi e sfondo luminoso. Se il soffitto è basso potremmo puntare il flash, qualora si disponga di un flash non integrato, verso l’alto! Il risultato sarà ottimale al nostro scopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il consiglio è di scegliere una velocità di otturazione di 1/60 o un 1/80 evitando di scendere al di sotto di tali tempi e regolare il valore ISO in base a questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possiamo dire che il gioco è fatto! Seguendo queste semplici regole potremmo realmente realizzare un buon lavoro dal punto di vista tecnico!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’aspetto importante che ci distinguerà e ci farà apprezzare sarà il nostro apporto creativo, la nostra capacità di dialogare tramite l’immagine, la nostra prontezza nel cogliere l’istante!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi si fosse perso le puntate precedenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nunphotography.com/2010/02/matrimonio-in-stile-reportage-parte.html"&gt;1.Reportage di un matrimonio (Parte Prima)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nunphotography.com/2010/02/matrimonio-in-stile-reportage-parte_18.html"&gt;2.Reportage di un matrimonio (Parte Seconda) &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/775768913252050482-3581634874419929217?l=www.nunphotography.com%2Fblog_fotografia.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.nunphotography.com/fotografo_matrimonio.html' title='Matrimonio in stile reportage (Parte Terza)'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/3581634874419929217/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2010/02/matrimonio-in-stile-reportage-parte_4742.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/3581634874419929217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/3581634874419929217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2010/02/matrimonio-in-stile-reportage-parte_4742.html' title='Matrimonio in stile reportage (Parte Terza)'/><author><name>Nunphotography</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01126972706083844382</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03427958081244507526'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-775768913252050482.post-7731610704146122171</id><published>2010-02-18T14:59:00.003+01:00</published><updated>2010-02-18T15:37:07.588+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reportage matrimonio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fotografia reportage'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reportage'/><title type='text'>Matrimonio in stile reportage (Parte Seconda)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Dopo aver visto la&lt;a href="http://www.nunphotography.com/2010/02/matrimonio-in-stile-reportage-parte.html"&gt; prima parte &lt;/a&gt;di “&lt;a href="http://www.nunphotography.com/2010/02/matrimonio-in-stile-reportage-parte.html"&gt;Reportage di un matrimonio&lt;/a&gt;”, possiamo andare ad affrontare la parte centrale dell’evento: la cerimonia.&lt;br /&gt;In questa parte la parola &lt;em&gt;reportage&lt;/em&gt; tende ad avere pieno significato. Nella cerimonia non è possibile pretendere una foto in posa, ed è qui che viene fuori la capacità del fotografo nel sapere cogliere l’attimo.&lt;br /&gt;Il fotografo deve essere veloce, abile nel sapersi muovere, insomma deve essere un ombra capace di cogliere gli istanti.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda l’attrezzatura ed in particolare la luce, qualora non si disponga di faretti da montare su due stativi ai lati dell’altare, la miglio soluzione è il flash o ancora meglio, qualora fosse possibile, sfruttare la luce ambiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LA CERIMONIA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;In questa parte dell’evento bisogna saper cogliere gli elementi dell’attesa &lt;strong&gt;dell’arrivo della sposa&lt;/strong&gt;, tramite i partecipanti alla cerimonia e lo sposo.&lt;br /&gt;L’obiettivo è la contestualizzazione dell’evento, cogliendo qui momenti che gli sposi potranno rivedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivata la sposa si inizia a pieno ritmo!&lt;br /&gt;L’entrata, fino all’incontro con lo sposo in attesa, è uno dei momenti fondamentali.&lt;br /&gt;Bisogna essere veloci a fotografare l’arrivo e seguire la sposa fino all’altare, senza essere in alcun modo di intralcio nella cerimonia, creando quindi il minor disagio possibile.&lt;br /&gt;Una volta iniziata la cerimonia la situazione si tranquillizza momentaneamente.&lt;br /&gt;E’ il momento in cui bisogna riprendere gli sposi da diverse inquadrature, girando discretamente intorno all’altare senza disturbare, facendo il minor rumore possibile.&lt;br /&gt;Mi raccomando ricordate di aver messo in silenzioso il cellulare!!!&lt;br /&gt;In questo momento è molto importante conoscere come si svolgerà la cerimonia, non ci si può far trovare impreparati.&lt;br /&gt;Per impreparati si intende essere nella posizione errata, non avere la focale giusta o peggio ancora perdere l’istante distraendosi clamorosamente!&lt;br /&gt;E’ importante seguire l’arrivo degli anelli sull’altare e tutta la fase della lettura delle promesse e scambio degli anelli.&lt;br /&gt;Fate attenzione che i movimenti del cerimoniante o degli sposi non vi siano d’intralcio! Gli imprevisti sono sempre in agguato, state attenti!&lt;br /&gt;Oltre alle parti centrali dell’evento è importante fotografare nel momento della cerimonia i genitori degli sposi, i testimoni, scene e momenti tra gli invitati.&lt;br /&gt;Inoltre è bene contestualizzare l’intera scena dell’evento, facendo delle foto grandangolari, più o meno spinte a seconda del vostro gusto, dell’intero parterre invitati.&lt;br /&gt;Ricordate che maggiori saranno gli spunti, le inquadrature e gli scatti che offrirete, maggiori saranno le possibilità che l’intero servizio piaccia. Ciò non vuol dire scattare a raffica!&lt;br /&gt;Oltre allo scambio degli anelli i momenti da catturare sono le varie fasi legate al tipo di cerimonia, civile o religiosa che sia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta termina la cerimonia sarà il momento delle classiche foto di rito con famiglie di sposo e sposa e testimoni.&lt;br /&gt;Tutto ciò prima di arrivare al momento finale: l’uscita degli sposi alla fine del matrimonio!&lt;br /&gt;Mi raccomando sappiate disporre gli invitati all’uscita, create la vostra scena e fate in modo che non venga ostacolata in alcun modo!&lt;br /&gt;Adesso non vi resterà che scattare, in questo caso la raffica, per cogliere il momento giusto, potrà sicuramente tornarvi utile. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. &lt;a href="http://www.nunphotography.com/2010/02/matrimonio-in-stile-reportage-parte.html"&gt;Reportage di un matrimonio (Parte Prima)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;2. &lt;a href="http://www.nunphotography.com/2010/02/matrimonio-in-stile-reportage-parte_4742.html"&gt;Reportage di un matrimonio (Parte terza)&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/775768913252050482-7731610704146122171?l=www.nunphotography.com%2Fblog_fotografia.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.nunphotography.com/fotografo_matrimonio.html' title='Matrimonio in stile reportage (Parte Seconda)'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/7731610704146122171/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2010/02/matrimonio-in-stile-reportage-parte_18.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/7731610704146122171'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/7731610704146122171'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2010/02/matrimonio-in-stile-reportage-parte_18.html' title='Matrimonio in stile reportage (Parte Seconda)'/><author><name>Nunphotography</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01126972706083844382</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03427958081244507526'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-775768913252050482.post-4881530144371247867</id><published>2010-02-10T11:16:00.005+01:00</published><updated>2010-02-18T15:38:21.265+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fotografo matrimonio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reportage matrimonio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='foto sposi'/><title type='text'>Matrimonio in stile reportage (Parte Prima)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nunphotography.com/fotografo_matrimonio.html"&gt;La fotografia di matrimonio&lt;/a&gt; è per eccellenza la palestra per il fotografo che vive per catturare l’istante.&lt;br /&gt;E’ un genere di fotografia che ad alcuni può non piacere, ma è sicuramente il genere che per eccellenza mette a dura prova il fotografo non solo dal punto di vista tecnico-professionale, ma anche umano.&lt;br /&gt;Infatti al fotografo è richiesto uno spiccato senso relazionale se vuole ottenere nelle sue foto gioia e felicità degli sposi.&lt;br /&gt;In questo articolo diviso in 3 parti andremo ad affrontare i momenti salienti di una cerimonia matrimoniale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;IL PRE- CERIMONIA&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Il pre-cerimonia include, oltre ai preparativi che avvengono nelle poche ore precedenti all’evento, una giornata fotografica dedicata a realizzare delle foto in esterno, molto importanti per il fotografo al fine di familiarizzare con gli sposi e creare il feeling giusto per “dialogare” con i protagonisti dell’evento.&lt;br /&gt;Solitamente i momenti dei preparativi avvengono a &lt;a href="http://www.nunphotography.com/fig_servizi_fotografici_matrimonio/index.html"&gt;casa della sposa&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Oltre che le classiche foto di rito con familiari e amici, è utile catturare le emozioni e le sensazioni trasmesse nelle turbolente fasi pre-cerimonia.&lt;br /&gt;Può risultare molto bello e singolare seguire la fase di acconciatura e trucco: i gesti del parrucchiere, le movenze e le espressioni della sposa.&lt;br /&gt;Una volta terminata questa fase, con la sposa ormai vestita è il momento in cui si dovrà fotografare la sposa in tutto il suo splendore, accostata a quelli elementi, presenti in casa, della sua vita prima del matrimonio.&lt;br /&gt;In questi momenti è estremamente utile, oltre a conoscere la propria attrezzatura e saperla utilizzare ad occhi chiusi, l’uso di un faretto puntato sul viso della sposa.&lt;br /&gt;E’ fondamentale saper bilanciare la luce artificiale sul volto e saper giocare con le tonalità di luce fredda, quella naturale, rispetto a quella calda del faretto.&lt;br /&gt;Un’altra possibilità è quella di un sapiente uso di un flash esterno.&lt;br /&gt;L’obiettivo è evitare una luce piatta è frontale, in modo da dare profondità alla scena.&lt;br /&gt;Alle fine di questa prima fase non resterà che coinvolgere i familiari e chiunque faccia parte della quotidianità della casa della sposa per le foto finali di rito.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1. &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.nunphotography.com/2010/02/matrimonio-in-stile-reportage-parte_18.html"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Reportage di un matrimonio (Parte Seconda)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;2. &lt;a href="http://www.nunphotography.com/2010/02/matrimonio-in-stile-reportage-parte_4742.html"&gt;Reportage di un matrimonio (Parte terza)&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.nunphotography.com/2010/02/matrimonio-in-stile-reportage-parte_4742.html"&gt; &lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/775768913252050482-4881530144371247867?l=www.nunphotography.com%2Fblog_fotografia.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.nunphotography.com/fotografo_matrimonio.html' title='Matrimonio in stile reportage (Parte Prima)'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/4881530144371247867/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2010/02/matrimonio-in-stile-reportage-parte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/4881530144371247867'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/4881530144371247867'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2010/02/matrimonio-in-stile-reportage-parte.html' title='Matrimonio in stile reportage (Parte Prima)'/><author><name>Nunphotography</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01126972706083844382</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03427958081244507526'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-775768913252050482.post-7089018080089558283</id><published>2010-02-02T11:14:00.003+01:00</published><updated>2010-02-02T11:30:03.848+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fotografia d&apos;arredamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='foto per locali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='foto d&apos;arredo'/><title type='text'>Fotografie d'arredamento</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Le foto di arredamento rinnovano la casa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molto spesso, quando pensiamo a rinnovare l'arredamento di casa ci facciamo condizionare dalle immagini pubblicate sulle riviste di settore. Queste riviste ci propongono ambienti in genere di dimensioni considerevoli, cucine da film, camere immense. E ci mostrano atmosfere da sogno, ambienti caldi e confortevoli. Ma difficilmente possiamo permetterci di avere a disposizione arredatori che ci aiutino a realizzarle qualcosa anche solo vagamente simile. Quindi dobbiamo cercare di rinnovare casa con quel poco che possiamo permetterci, sia dal punto di vista economico che materiale. Per realizzare qualcosa di veramente unico e creare un'atmosfera particolare possiamo allora ricorrere alle &lt;strong&gt;nostre fotografie&lt;/strong&gt;. Grazie alle nuove tecnologie di stampa possiamo con le nostre foto arredare pareti e ambienti. In pratica trasformiamo le nostre fotografie in foto di arredamento che, esattamente come i vari complementi d'arredo, ci aiutano a rinnovare l'ambiente e a creare atmosfera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Creiamo atmosfera con le foto d'arredamento&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Creare un ambiente caldo e confortevole che sia al tempo stesso originale e estremamente personalizzato non è facile. In genere vaghiamo per decine di negozi alla ricerca del complemento d'arredo che faccia la caso nostro ed in genere non siamo mai soddisfatti totalmente. Infatti capita di riuscire a trovare il pezzo della giusta misura ma di un colore non adatto, oppure la cornice adatta ma il soggetto non ci piace. Ecco perchè sempre più spesso per creare una atmosfera originale si ricorre alle foto di arredamento. Con le nuove tecniche di stampa possiamo infatti creare dalle nostre fotografie dei complementi d'arredo veri e propri. Stampando su tela le nostre immagini preferite le trasformeremo in pannelli che potremo poi appendere dove preferiamo e creare le atmosfere che più ci piacciono e si addicono alla nostra personalità. Insomma con questo metodo arredare la casa sarà semplice ed economico e potremo stupire i nostri amici con dei pannelli completamente personalizzati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rinnoviamo la casa con le foto d'arredamento&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando decidiamo di rifare l'arredamento di casa ci si pone il problema di come decorare le pareti della stanza, per dare risalto all'arredamento o anche per dare una nuova luce all'ambiente. Per farlo in genere ricorriamo ai complementi d'arredo, quadri, pannelli e stampe che collocati alle nostre pareti di casa ci aiutano a creare l'atmosfera che cerchiamo. Adesso possiamo pensare a fare qualcosa di nuovo e completamente particolare. Possiamo ricorrere alla &lt;strong&gt;foto di arredamento&lt;/strong&gt;, cioè possiamo utilizzare le nostre foto come dei veri complementi d'arredo. Infatti le nuove tecniche di stampa ci permettono di creare dei pannelli da appendere alle pareti. Possiamo quindi stampare su tela le nostre fotografie preferite e appenderle poi dove meglio ci aggrada e dove ci aiutano a creare l'atmosfera che cerchiamo. Pensate a quanto sarà d'effetto trovare il vostro ritratto appesso nel salotto o un pannello con un collage delle foto dei bambini appeso in cameretta. Lascerete senza parole i vostri amici e avrete un complemento d'arredo unico e originale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le foto di arredamento con le nuove stampe su tela&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La creazione di foto di arredamento personalizzate è ormai un metodo semplice per rinnovare le pareti di casa. Grazie alle nuove tecniche di stampa potete con le vostre fotografia realizzare dei pannelli da appendere che vi aiuteranno a creare delle atmosfere particolari e assolutamente personalizzate. La tecnica di stampa su tela delle foto vi permette anche di scegliere tra vari stili da applicare all'immagine per creare delle vere opere d'arte. Per esempio potrete decidere di trasformare un vostro fotoritratto in un'opera pop art. Applicando la tecnica pop art avrete un ritratto in perfetto stile anni sessanta stampato su un pannello o su più pannelli, a seconda della vostra scelta. Una vera opera d'arte che i vostri amici vi invidieranno. Oppure potete decidere di creare dei pannelli con dei collage di fotografie divise in categorie o per soggetto. Cosi in cameretta dei bambini potrete appendere un pannello su tela con tutte le foto di quando erano piccoli, in camera vostra invece un pannello con tutti i momenti speciali della vostra vita di coppia. Insomma un metodo nuovo e originale per dare un tocco di novità alla vostra casa senza fatica e senza spendere grossi capitali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Nunphotography realizza fotografia d'arredamento, anche su commissione per arredare la tua casa, un locale, pub, ristorante, locale notturno.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per maggiori informazioni vai alla pagina &lt;a href="http://www.nunphotography.com/contatti.html"&gt;contatti&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/775768913252050482-7089018080089558283?l=www.nunphotography.com%2Fblog_fotografia.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.nunphotography.com/servizi_fotografici.html' title='Fotografie d&apos;arredamento'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/7089018080089558283/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2010/02/fotografie-darredamento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/7089018080089558283'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/7089018080089558283'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2010/02/fotografie-darredamento.html' title='Fotografie d&apos;arredamento'/><author><name>Nunphotography</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01126972706083844382</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03427958081244507526'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-775768913252050482.post-6740295037209678302</id><published>2010-01-22T17:41:00.000+01:00</published><updated>2010-01-22T18:39:54.539+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='formati fotografici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fotografia reportage'/><title type='text'>I formati fotografici</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;span &gt;In questo articolo vogliamo cercare di fare chiarezza sul comparto &lt;strong&gt;“FORMATI FOTOGRAFICI”&lt;/strong&gt; che spesso mettono in difficoltà anche utenti più smalizziati a volte ingannati da pubblicità  fuorvianti  sulle caratteristiche tecniche reali degli apparecchi fotografici.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span &gt;Il &lt;strong&gt;formato fotografico&lt;/strong&gt; definisce le dimensioni di pellicole, fotogrammi, sensori digitali e carte da stampa.&lt;strong&gt; I diversi formati in uso sono standardizzati.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span &gt;Nel campo della ripresa sono definiti gli standard per le pellicole, all’interno dei quali è possibile definire formati per i singoli fotogrammi. Lo standard per pellicole, oltre alle dimensioni, può comprendere anche specifiche per altre caratteristiche come la perforazione o il confezionamento.&lt;br /&gt;Fra i formati di pellicola in rullo il più popolare è il &lt;strong&gt;35 mm (o 135),&lt;/strong&gt; seguito dal &lt;strong&gt;120 o medio formato&lt;/strong&gt;. Formati di dimensioni superiori sono rappresentati dalle &lt;strong&gt;pellicole piane&lt;/strong&gt;, le cui dimensioni possono essere di &lt;strong&gt;10×12 cm, 13×18 cm o 20×25&lt;/strong&gt;. Per le loro dimensioni questi formati permettono risultati di grande qualità e sono destinati ad un uso professionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;&lt;span &gt;Note Generali&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;&lt;span &gt;Per capire bene le differenze dei formati occorre prima indicare che anche i sensori delle reflex digitali non sono tutti uguali, si dinstinguono per risoluzione e per formato. Il cosidetto &lt;strong&gt;Full frame è il più grande&lt;/strong&gt;. Equivale, più o meno al formato della &lt;strong&gt;pellicola 35 mm (24 x 36 mm).&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Ha un rapporto di conversione per le ottiche 1:1.&lt;/strong&gt; Questo vuol dire che un 50 mm montato su una reflex Full Frame si comporta effettivamente come un 50 mm.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span &gt;Un sensore da 6 megapixel è più che sufficiente per le esigenze della maggior parte dei fotoamatori. Infatti, con 6 milioni di pixel (3000 x 2000 pixel) possiamo stampare le nostre foto su una rivista, alla massima qualità (300 punti/pollici), in formato 20 x 25 cm.&lt;br /&gt;Se invece le stampiamo in casa, con una stampante inkjet, 6 megapixel ci arrivare al formato 30 x 40 cm, senza perdita di qualità apprezzabile.&lt;br /&gt;Ecco perché 6 megapixel sono sufficienti, anche per scatti professionali, a meno che non si vogliano stampe giganti, oppure maxi ingrandimenti di porzioni dell’immagine (crop), sempre con una qualità alta.&lt;br /&gt;Un sensore da 10-12 megapixel, poi, è sufficiente per pubblicare la foto su una “doppia” (due pagine di una rivista affiancate).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;&lt;span &gt;In relazione a ciò si sviluppa così l’utilità dei formati&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;&lt;span &gt;&lt;strong&gt;Il formato APS-c,&lt;/strong&gt; oggi il più utilizzato per le reflex digitali, è più piccolo rispetto al Full Frame. Ha un fattore di conversione 1,5:1 oppure 1,6:1 (il primo per le macchine Nikon, il secondo per le Canon). Vuol dire che un 50 mm equivale, su queste reflex, rispettivamente, a un 75-80 mm.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span &gt;&lt;strong&gt;Il formato Quattro Terzi&lt;/strong&gt;, nato per volere di Olympus e Panasonic, è circa la metà del Full Frame e comporta un fattore di conversione delle ottiche pari a 2:1. Il 50 mm diventa in questo caso un 100 mm, cioé si “trasforma” da un cosidetto “normale” a un medio teleobiettivo, buono per i ritratti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span &gt;&lt;strong&gt;Se si sceglie il Full Frame&lt;/strong&gt; lo si fa per due ordini di motivi. Il primo è il fattore di conversione. Chi possiede, ad esempio, un 24 mm e vuol continuare ad usarlo come tale, con una reflex Full Frame può farlo.&lt;br /&gt;La seconda ragione sta nella dimensione dei pixel. A parità di megapixel un sensore Full Frame, più grande, offre maggior spazio a ogni singolo pixel, che può perciò essere di dimensioni maggiori e così in grado di raccogliere meglio la luce. Soprattutto quando si lavora con alti valori ISO (sensibilità), il Full Frame grantisce immagini con un disturbo minore e perciò di qualità maggiore.&lt;br /&gt;Il vantaggio dunque c’è, ma è trascurabile se fotografiamo prevalentemente di giorno, all’aperto, oppure con il flash, e non intendiamo stampare le foto in formato poster.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span &gt;Un fattore importante per una buona resa fotografica, sempre in relazione ai sensori ed i vari formati è il fattore stabilizzazione.&lt;br /&gt;Alcune case hanno incorporato lo stabilizzatore (compensa i tremolii della macchina riducendo il rischio di foto mosse; è un aiuto quando c’è poca luce, non lo è con i soggetti in movimento) nel corpo macchina. Altre, ad esempio Canon e Nikon, hanno preferito puntare su ottiche stabilizzate.&lt;br /&gt;Con lo stabilizzatore nel corpo tutti gli obiettivi sono, di fatto, stabilizzati ma s’impone una miglior qualità dei sensori e soprattutto un fattore di interpolazione con il processore della macchina che deve essere sufficientemente potente per poter garantire foto prive di rumore e/o poco definite.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span &gt;&lt;strong&gt;Tirando le somme: il sensore attualmente più diffuso, l’ APS-c,&lt;/strong&gt; va benissimo per i principianti, gli appassionati e persino per molti tra i professionisti. Il fattore di conversione favorevole permette di portarsi appresso teleobiettivi compatti che si comportano come tele più spinti (ad esempio un 200 mm luminoso diventa un 300 mm luminoso). I grandangolo invece danno qualche problema, perché un 28 mm ha una lunghezza focale equivalente pari a quella di un normale sul 35 mm.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;&lt;span &gt;FOTOGRAFIA DIGITALE&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;&lt;span &gt;Per quanto riguarda la &lt;strong&gt;fotografia digitale&lt;/strong&gt;, al momento i formati in uso sono molto diversi e dipendono anche dalle scelte delle singole marche, essendovi meno esigenze di standardizzazione. Fra quelli destinati alle reflex, ha una certa diffusione il cosiddetto &lt;strong&gt;APS-C di 22,7×15,1 mm (Canon)&lt;/strong&gt; o &lt;strong&gt;23,7×15,6 mm (Nikon).&lt;/strong&gt; Viene definito &lt;strong&gt;full-frame&lt;/strong&gt; il &lt;strong&gt;sensore di dimensioni pari al 35mm&lt;/strong&gt;, finora in uso solo su poche professionali. Un tentativo di definire uno standard è il &lt;strong&gt;4/3 (Quattro Terzi)&lt;/strong&gt; proposto da Olympus con dimensioni di &lt;strong&gt;18×13,5 mm&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;Lo standard 4/3 &lt;/strong&gt;definisce anche altri parametri come le dimensioni del bocchettone e la sua distanza dal piano focale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;&lt;span &gt;DALLA PELLICOLA CINEMATOGRAFICA AL RULLINO FOTOGRAFICO&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;&lt;span &gt;&lt;strong&gt;Dalla pellicola cinematografica 35mm&lt;/strong&gt; è derivato il &lt;strong&gt;formato fotografico 135&lt;/strong&gt; che conserva la stessa perforazione con un formato dei &lt;/span&gt;&lt;span &gt;&lt;strong&gt;fotogrammi di 24×36 mm.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Tale formato è quello che ha avuto maggior successo nella fotografia basata sulla pellicola, soprattutto per il fatto che venne usato da Oskar Barnack per la &lt;strong&gt;Leica&lt;/strong&gt;. Per questa applicazione ideò anche il caratteristico contenitore metallico munito di guarnizioni di velluto che permette di maneggiare la pellicola in tutta sicurezza in fase di caricamento e scaricamento della fotocamera.&lt;br /&gt;Il &lt;strong&gt;formato 35mm&lt;/strong&gt; consente di costruire macchine leggere, di piccole dimensioni e relativamente economiche, che comunque permettono di ottenere immagini di qualità adeguata alla gran parte delle applicazioni. Si tratta quindi di un formato di uso generale, che viene usato da praticamente tutti i dilettanti e da buona parte dei professionisti, almeno per le applicazioni meno critiche. La leggerezza ne ha fatto l’attrezzatura d’elezione per il fotogiornalismo, la foto sportiva e di viaggio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;&lt;span &gt;SISTEMA 4/3&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;&lt;span &gt;Il&lt;strong&gt; sistema Quattro Terzi (Four Thirds)&lt;/strong&gt; è uno standard fotografico presentato nel &lt;strong&gt;2002 e sviluppato da Olympus e Kodak&lt;/strong&gt; per applicazioni nel campo della &lt;strong&gt;fotografia digitale&lt;/strong&gt;. Questo standard differisce dal più diffuso &lt;strong&gt;APS (Advanced Photo System)&lt;/strong&gt; per un &lt;strong&gt;sensore di dimensioni leggermante inferiori (17,3 mm x 13 mm, contro i 25,1 mm x 16,7 mm dell’APS-C),&lt;/strong&gt; ma soprattutto per il &lt;strong&gt;rapporto base/altezza&lt;/strong&gt; che è appunto pari a &lt;strong&gt;4/3&lt;/strong&gt;, mentre &lt;strong&gt;nell’APS-C è di 3/2&lt;/strong&gt;. Questo consentirebbe, secondo i progettisti, una ottimizzazione delle prestazioni fotografiche e favorirebbe la realizzazione di corpi macchina e ottiche molto compatti. In particolare, &lt;strong&gt;le ottiche sul sistema Quattro Terzi&lt;/strong&gt; offrono un &lt;strong&gt;angolo di campo doppio&lt;/strong&gt; rispetto ad ottiche di uguale lunghezza focale montate su &lt;strong&gt;corpi macchina Full frame&lt;/strong&gt; o sui tradizionali &lt;strong&gt;corpi a pellicola di formato 135.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;&lt;span &gt;COMPATIBILITA’&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;&lt;span &gt;Lo &lt;strong&gt;standard Quattro Terzi&lt;/strong&gt; comprende anche una particolare versione di raccordo con flangia a baionetta tra corpo macchina ed obiettivi, che rende compatibili tra di loro i componenti prodotti dalle &lt;strong&gt;aziende che hanno aderito allo standard&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span &gt;Queste aziende al momento sono (in ordine alfabetico):&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span &gt;Fuji&lt;br /&gt;Kodak&lt;br /&gt;Leica&lt;br /&gt;Olympus&lt;br /&gt;Panasonic&lt;br /&gt;Sanyo&lt;br /&gt;Sigma&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;&lt;span &gt;Micro Quattro Terzi &lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;&lt;span &gt;A fine 2008 &lt;strong&gt;Olympus e Panasonic&lt;/strong&gt; hanno presentato il nuovo &lt;strong&gt;standard Micro Quattro Terzi (Micro Four Thirds)&lt;/strong&gt; destinato ad affiancare il QuattroTerzi con applicazioni in corpi macchina ancora più compatti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span &gt;Estratto da “&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Formato_(fotografia" modo="false"&gt;&lt;span &gt;http://it.wikipedia.org/wiki/Formato_(fotografia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span &gt;)”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/775768913252050482-6740295037209678302?l=www.nunphotography.com%2Fblog_fotografia.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.nunphotography.com/glossario_fotografia.html' title='I formati fotografici'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/6740295037209678302/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2010/01/i-formati-fotografici.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/6740295037209678302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/6740295037209678302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2010/01/i-formati-fotografici.html' title='I formati fotografici'/><author><name>Nunphotography</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01126972706083844382</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03427958081244507526'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-775768913252050482.post-4768097194659081512</id><published>2009-12-16T10:39:00.002+01:00</published><updated>2009-12-16T11:41:44.331+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='still life'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='natura morta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='schemi di luce'/><title type='text'>Fotografia base "Still Life" o "Natura Morta"  #2</title><content type='html'>Secondo video dove è possibile sperimentare a casa la differenza tra luce netta, luce con diffusore e luce con pannello riflettente. Un set fotografico home-made molto semplice da realizzare.&lt;br /&gt;Buon divertimento e buona visione. Un grazie a Prophotolife.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-zARqGgHjNc&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/-zARqGgHjNc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/775768913252050482-4768097194659081512?l=www.nunphotography.com%2Fblog_fotografia.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.youtube.com/watch?v=-zARqGgHjNc' title='Fotografia base &quot;Still Life&quot; o &quot;Natura Morta&quot;  #2'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/4768097194659081512/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2009/12/fotografia-base-still-life-o-natura.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/4768097194659081512'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/4768097194659081512'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2009/12/fotografia-base-still-life-o-natura.html' title='Fotografia base &quot;Still Life&quot; o &quot;Natura Morta&quot;  #2'/><author><name>Nunphotography</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01126972706083844382</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03427958081244507526'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-775768913252050482.post-6251706967418593530</id><published>2009-11-12T16:53:00.000+01:00</published><updated>2009-11-12T16:58:56.937+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='still life'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='natura morta'/><title type='text'>Fotografia base "Still Life" o "Natura Morta"</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fotografia still life o natura morta.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ecco un video interessante su come illuminare un semplice oggetto, un bicchiere di vetro.&lt;br /&gt;Dal video si vede come si può facilmente attrezzare un piccolo set fotografico "fai da te" con semplici oggetti, una luce, un tavolo e un background. Buona visione!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/EQBVSGBBiNk&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x3a3a3a&amp;amp;color2=0x999999"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/EQBVSGBBiNk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/775768913252050482-6251706967418593530?l=www.nunphotography.com%2Fblog_fotografia.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/6251706967418593530/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2009/11/fotografia-base-still-life-o-natura.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/6251706967418593530'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/6251706967418593530'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2009/11/fotografia-base-still-life-o-natura.html' title='Fotografia base &quot;Still Life&quot; o &quot;Natura Morta&quot;'/><author><name>Nunphotography</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01126972706083844382</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03427958081244507526'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-775768913252050482.post-8290059709705219561</id><published>2009-10-22T16:31:00.000+02:00</published><updated>2009-10-22T17:39:28.845+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fotoreporter'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fotografia reportage'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reportage'/><title type='text'>Intervista a Francesco Zizola</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Francesco Zizola è un grande &lt;b class="arancio"&gt;fotoreporter&lt;/b&gt;. Lo dicono le sue immagini, che raccontano con asciuttezza e intensità, passione da &lt;b class="arancio"&gt;cronista&lt;/b&gt; e sensibilità da &lt;b class="arancio"&gt;antropologo&lt;/b&gt;, il mondo in chiaroscuro di oggi. Lo evidenziano le sue note biografiche da fotografo di fama. Da vent'anni le sue fotografie sono pubblicate dalle maggiori &lt;b class="arancio"&gt;testate&lt;/b&gt; nazionali e internazionali. È stato l'unico italiano insignito del premio &lt;b class="arancio"&gt;Foto dell'anno&lt;/b&gt; al &lt;b class="arancio"&gt;World Press Photo &lt;/b&gt;(nel 1996, con l'immagine di una bambina angolana che stringe nelle braccia una bambola). Ha ottenuto altri&lt;b class="arancio"&gt; sei riconoscimenti&lt;/b&gt; nell'ambito della stessa competizione ed è stato premiato quattro volte al &lt;b class="arancio"&gt;Picture of the year&lt;/b&gt;. Sguardi lo ha incontrato in occasione della pubblicazione del suo "&lt;b class="arancio"&gt;Iraq&lt;/b&gt;" (Ega Editore, 96 pp., colori, formato 21x27cm, € 26), il secondo volume della collana &lt;b class="arancio"&gt;Un fotografo per i diritti umani&lt;/b&gt;, realizzata meritoriamente da EGA in collaborazione con &lt;b class="arancio"&gt;Amnesty International&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scrive Pietro Veronese nella prefazione del tuo "Iraq": «Qualunque sarà l'esito della guerra, il disastro è stato compiuto e non abbiamo saputo impedirlo. Ai testimoni una cosa sola è rimasta da fare: documentarlo». È questo obbligo che ti spinge a fotografare?&lt;br /&gt;La fotografia per me è stata sempre una &lt;b class="arancio"&gt;passione&lt;/b&gt; e anche una &lt;b class="arancio"&gt;necessità&lt;/b&gt;; fin dall'adolescenza sono rimasto attratto dalla possibilità di &lt;b class="arancio"&gt;esprimermi&lt;/b&gt; attraverso la luce catturata dalla macchina fotograficae dalla camera oscura, questa &lt;b class="arancio"&gt;alchimia&lt;/b&gt; capace di tradurre la realtà in &lt;b class="arancio"&gt;visione&lt;/b&gt; ha segnato la mia vita come anche il bisogno di dare senso a questo linguaggio utilizzandolo in una prospettiva storica. Nell'affermazione di Veronese è indicata non solo la necessità sempre più urgente in questi giorni di tenere una &lt;b class="arancio"&gt;traccia&lt;/b&gt; del vissuto e del reale nella memoria storica, ma anche lo sconforto per il fallimento di uno degli &lt;b class="arancio"&gt;scopi&lt;/b&gt; precipui del giornalismo (e quindi anche del fotogiornalismo); quello della &lt;b class="arancio"&gt;testimonianza trasformatrice&lt;/b&gt;, capace attraverso le verità scoperte e disvelate, dicondizionare il corso degli eventi agendo sulle menti e sulle coscienze dei lettori. Ecco, il fotogiornalismo, a mio parere, potrebbe anelare a questo piccolo ma importante &lt;b class="arancio"&gt;ruolo&lt;/b&gt; nelle complesse società contemporanee. La mia &lt;b class="arancio"&gt;ostinazione&lt;/b&gt; quindi a "&lt;b class="arancio"&gt;coprire&lt;/b&gt;" eventi spesso oscurati dal mercato dei media, trova la maggiore spinta in questa &lt;b class="arancio"&gt;convinzione&lt;/b&gt; della necessità della testimonianza che il fotogiornalismo contemporaneo è chiamato ad espletare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="margin-left: 0px; margin-right: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;                              &lt;td&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.nital.it/sguardi/53/gallery/zizola/images/003.jpg" rel="lightbox" title="© Francesco Zizola - Baghdad, 26.04.2003"&gt;&lt;img border="0" class="imagedida_bot" height="261" src="http://www.nital.it/sguardi/53/images/zizola/003.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;© Francesco Zizola - Baghdad, 26.04.2003&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                            &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;La stessa necessità di testimoniare ti ha portato per tredici anni a documentare le condizioni dell'infanzia nel mondo, raccontate poi in "Born somewhere" (nato da qualche parte) dove mostri le vite dei bambini di 27 paesi, dai figli delle guerre in Iraq ai piccoli lavoratori dell'Indonesia fino ai ricchi e alienati ragazzi di Los Angeles.&lt;br /&gt;Infatti il progetto sulla &lt;b class="arancio"&gt;condizione dell'infanzia&lt;/b&gt; nel mondo ha visto la luce proprio per rispondere a questa necessità di racconto, di testimonianza, nella speranza che qualche coscienza possa prendere atto dell'urgenza di una &lt;b class="arancio"&gt;visione diversa&lt;/b&gt;, diciamo pure critica , della nostra società e del nostro prossimo futuro. D'altronde i bambini e gli adolescenti protagonisti dei reportage che ho effettuato, ci raccontano non solo delle loro specifiche esistenze, ma ci pongono anche una &lt;b class="arancio"&gt;domanda&lt;/b&gt;, una domanda che rimane senza risposta nel libro e nella realtà di tutti i giorni, ma che pesa forse più delle loro singole esistenze, una domanda che urla il &lt;b class="arancio"&gt;bisogno&lt;/b&gt; di un presente diverso dall'orrore di cui non si sentonoresponsabili, ma soprattutto la domanda rivolta agli adulti per un &lt;b class="arancio"&gt;futuro&lt;/b&gt; migliore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" height="325" style="margin-left: 0px; margin-right: 0px; text-align: left; width: 393px;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;                              &lt;td&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.nital.it/sguardi/53/gallery/zizola/images/007.jpg" rel="lightbox" title="© Francesco Zizola - Al-Mahawil, 16.05.2003. Ritrovamento di migliaia di corpi in fosse comuni, giustiziati dal governo di Saddam Hussein tra la fine degli anni '70 e gli anni '80 e durante la Guerra del Golfo nel 1991."&gt;&lt;img border="0" class="imagedida_bot" height="261" src="http://www.nital.it/sguardi/53/images/zizola/007.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;© Francesco Zizola - Al-Mahawil, 16.05.2003. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;Ritrovamento di migliaia di corpi in fosse comuni, giustiziati dal governo di Saddam Hussein tra la fine degli anni '70 e gli anni '80 e durante la Guerra del Golfo nel 1991.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                            &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Giri il mondo e racconti guerre, fame, miseria, situazioni critiche, drammatiche. Come fai i conti con il dolore che vedi? E con la morte?&lt;br /&gt;Sin dall'inizio mi sono reso conto che dovevo scegliere tra lo sviluppare una &lt;b class="arancio"&gt;difesa&lt;/b&gt; personale basata solo sui valori della professione (il diritto di cronaca, l'opportunità giornalistica, il successo della missione) e una strada diversa, più difficile e rischiosa, quella dell'&lt;b class="arancio"&gt;accettazione&lt;/b&gt; dell'altro, dell'esistenza dell'altro. Questa accettazione è rischiosa perchè l'altro è più importante della propria missione, e se questo &lt;b class="arancio"&gt;altro&lt;/b&gt; di cui stiamo parlando è un altro che soffre, dobbiamo continuamente trovare il &lt;b class="arancio"&gt;motivo&lt;/b&gt; per essergli vicino, un motivo che trascenda il nostro mestiere. Se non si trova il motivo non ha più senso essere lì, perde di forza la testimonianza, il &lt;b class="arancio"&gt;valore&lt;/b&gt; della nostra testimonianza. Sotto questa lente ecco che gli esseri umani che incontreremo lungo la strada accenderanno in noi una &lt;b class="arancio"&gt;luce&lt;/b&gt; ben diversa da quella fioca alimentata solo dal mestiere. Ecco quindi che nelle mie fotografie c'è il tentativo di comunicare questa &lt;b class="arancio"&gt;empatia&lt;/b&gt;, questo sentire di far parte dello stesso mondo, questa consapevolezza della ricchezza della diversità, questo dolore per le offese subite da un altro che potrei essere io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="margin-left: 0px; margin-right: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;                              &lt;td&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.nital.it/sguardi/53/gallery/zizola/images/006.jpg" rel="lightbox" title="© Francesco Zizola - Baghdad, 14.05.2003. Soldato americano dopo l'arresto di vari criminali."&gt;&lt;img border="0" class="imagedida_bot" height="261" src="http://www.nital.it/sguardi/53/images/zizola/006.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;© Francesco Zizola - Baghdad, 14.05.2003. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;Soldato americano dopo l'arresto di vari criminali.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                            &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;A proposito di contesti difficili, ti sarai trovato in circostanze pericolose. Come fai i conti con la paura?&lt;br /&gt;Il mio parere è che la paura è un &lt;b class="arancio"&gt;sentimento&lt;/b&gt; preziosissimo per chi fa il mio mestiere. La paura, se domata, si trasforma nella nostra migliore &lt;b class="arancio"&gt;consigliera&lt;/b&gt;. Io personalmente rifuggo il &lt;b class="arancio"&gt;mito&lt;/b&gt; del reporter coraggioso "senza paura" che si tuffa nelle situazioni di grande pericolo senza riflettere e calcolare i rischi. È vero che noi non siamo padroni del nostro destino, ma rimane altrettanto vero che la paura ci &lt;b class="arancio"&gt;obbliga&lt;/b&gt; ad una doppia dose di prudenza, spesso quella che serve a portare "a casa" non solo la foto ma anche la pelle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="margin-left: 0px; margin-right: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;                              &lt;td&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.nital.it/sguardi/53/gallery/zizola/images/013.jpg" rel="lightbox" title="© Francesco Zizola - Karbala, 20.04.2003. Moschea dell'Imam Hussein."&gt;&lt;img border="0" class="imagedida_bot" height="261" src="http://www.nital.it/sguardi/53/images/zizola/013.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;© Francesco Zizola - Karbala, 20.04.2003. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;Moschea dell'Imam Hussein.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                            &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Uno dei problemi centrali del fotogiornalismo è la relazione con il soggetto. Troppo veloce, furtiva, spesso invasiva. Fotografare è, a volte, un atto predatorio, soprattutto in situazioni drammatiche. Eppure hanno detto di te che nelle tue immagini le persone non sono mai in preda dell'obiettivo, che i soggetti fotografati si fidano di te, che si sente solidarietà, rispetto. Come entri, da fotoreporter, in rapporto con l'ambiente?&lt;br /&gt;La fotografia, rispetto a tutti gli altri linguaggi, ha l'&lt;b class="arancio"&gt;obbligo&lt;/b&gt; intrinseco di raccontare la realtà che è fuori di noi. Infatti l'etimologia stessa ci dice che fotografia è &lt;b class="arancio"&gt;scrittura di luce&lt;/b&gt;, e la luce illumina un mondo che è &lt;b class="arancio"&gt;esterno&lt;/b&gt; alla nostra immaginazione. Il valore massimo di vincolo con la realtà si ha con il fotogiornalismo perché &lt;b class="arancio"&gt;vincola&lt;/b&gt; con un patto etico l'operatore fotografo, che è giornalista, al suo pubblico; ciò che racconto è colto nella sua evidenza reale senza manipolazione. Il &lt;b class="arancio"&gt;fotoreporter&lt;/b&gt;, a differenza del fotografo, stipula un &lt;b class="arancio"&gt;patto&lt;/b&gt; con il lettore, il patto di &lt;b class="arancio"&gt;non modificabilità&lt;/b&gt; della realtà in cui si trova con l'obiettivo di raccontarla. Sappiamo che ogni visione della realtà è soggettiva ma il fotoreporter si deve limitare ad aggiungere la sua &lt;b class="arancio"&gt;interpretazione&lt;/b&gt; operando solo delle scelte linguistiche. Mentre il &lt;b class="arancio"&gt;fotografo&lt;/b&gt; dispone, crea, modifica, insomma fa di tutto affinché la luce risponda in pieno al suo &lt;b class="arancio"&gt;disegno&lt;/b&gt; (foto-grafia), il &lt;b class="arancio"&gt;reporter&lt;/b&gt; deve sviluppare l'arte dell'istinto, della disciplina visiva, dell'attimo significativo, della psicologia degli esseri umani e, come dicevo prima, provare a far sì che in quella &lt;b class="arancio"&gt;porzione&lt;/b&gt; di fotogramma rimanga traccia di ciò che per un istante è stato un essere umano con le sue gioie e i suoi dolori. Se poi si riesce a provare &lt;b class="arancio"&gt;empatia&lt;/b&gt;, se ci si sente parte di quella realtà, è molto probabile che l'altro si fidi di te, che ti accolga nella sua, a volte difficile, realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="margin-left: 0px; margin-right: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;                              &lt;td&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.nital.it/sguardi/53/gallery/zizola/images/022.jpg" rel="lightbox" title="© Francesco Zizola - Baghdad, 01.04.2003. La popolazione irachena abbatte la statua di Ahmed Hassan Al-Baker, il fondatore del partito Baath."&gt;&lt;img border="0" class="imagedida_bot" height="261" src="http://www.nital.it/sguardi/53/images/zizola/022.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;© Francesco Zizola - Baghdad, 01.04.2003. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;La popolazione irachena abbatte la statua di Ahmed Hassan Al-Baker, &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;il fondatore del partito Baath.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                            &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;La tua è una visione etica.&lt;br /&gt;La mia visione personale del &lt;b class="arancio"&gt;fotogiornalismo&lt;/b&gt; è inizialmente etica. Il fotogiornalismo è un &lt;b class="arancio"&gt;linguaggio&lt;/b&gt; che ha a che fare con gli uomini e il mondo in cui vivono; racconta gli uomini e il loro agire e può essere &lt;b class="arancio"&gt;legittimato&lt;/b&gt; come racconto solo se il fotografo ne rispetta l'esistenza e la dignità. La fotografia oltre ad essere uno &lt;b class="arancio"&gt;specchio&lt;/b&gt; della realtà è anche uno specchio dell'&lt;b class="arancio"&gt;interiorità&lt;/b&gt; del fotografo stesso; nell'immagine fotografata vediamo la realtà rappresentata e leggiamo allo stesso tempo la scelta interpretativa del fotografo, e con essa il suo proprio universo culturale ed etico. Una buona fotografia giornalistica ha a che fare molto con il &lt;b class="arancio"&gt;rispetto&lt;/b&gt; che il fotogiornalista ha del mondo e dei suoi abitanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="margin-left: 0px; margin-right: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;                              &lt;td&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.nital.it/sguardi/53/gallery/zizola/images/034.jpg" rel="lightbox" title="© Francesco Zizola - Iraq, 27.03.2003. Profughi iracheni."&gt;&lt;img border="0" class="imagedida_bot" height="261" src="http://www.nital.it/sguardi/53/images/zizola/034.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;© Francesco Zizola - Iraq, 27.03.2003. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;Profughi iracheni.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                            &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Tra gli obiettivi, prediligi il grandangolo. Perché?&lt;br /&gt;Diciamo che il mio obiettivo preferito è il &lt;b class="arancio"&gt;28mm&lt;/b&gt;, ma ogni tanto mi prendo delle vacanze forzate da questa lente a scopo terapeutico. Così ogni volta si conferma l'&lt;b class="arancio"&gt;obiettivo&lt;/b&gt; che più si avvicina alla mia visione di ciò che mi circonda. Infatti credo che ognuno di noi possieda un modo di pensare, una complessa rete di &lt;b class="arancio"&gt;codici&lt;/b&gt; culturali e visivi che si sovrappongono e che fanno in modo di produrre un certo modo di vedere e non un altro. In più credo che il proprio modo &lt;b class="arancio"&gt;non&lt;/b&gt; sia &lt;b class="arancio"&gt;statico&lt;/b&gt;, ma soggetto a continui cambiamenti dovuti alle molteplici sollecitazioni e nuove conoscenze. È per questo credo che si possa parlare di uno "&lt;b class="arancio"&gt;stile&lt;/b&gt;" espresso da un determinato fotografo piuttosto che da un altro. Il 28 mm è la lente che mi costringe ad &lt;b class="arancio"&gt;avvicinarmi&lt;/b&gt; fino a "sentire gli odori", dentro le situazioni, solo così riesco a sentirmi parte di quella realtà.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tecnicamente sei un autodidatta? Hai messo a punto delle tue tecniche specifiche?&lt;br /&gt;Ho iniziato come autodidatta, poi ho cercato di colmare le mie lacune tecniche con un corso. Ho fotografato per molto tempo cercando di imitare lo stile degli altri, e ricordo di quel periodo grandi frustrazioni. Poi ho preso il coraggio di tentare una mia strada e i risultati sono sotto i vostri occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" height="460" style="margin-left: 0px; margin-right: 0px; text-align: left; width: 240px;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;                              &lt;td&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.nital.it/sguardi/53/gallery/zizola/images/035.jpg" rel="lightbox" title="© Francesco Zizola - Iraq, Giugno 1997. Sulaimaniya, Kurdistan Iracheno. In un carcere dove sono rinchiusi molti dei prigionieri accusati di essere informatori del PDK (Partito Democratico Kurdo)."&gt;&lt;img border="0" class="imagedida_bot" height="400" src="http://www.nital.it/sguardi/53/images/zizola/035.jpg" width="260" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;© Francesco Zizola - Iraq, Giugno 1997. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;Sulaimaniya, Kurdistan Iracheno. In un carcere dove sono rinchiusi   molti dei prigionieri accusati di essere informatori del PDK (Partito Democratico Kurdo).&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                            &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;La scelta di linguaggio attraverso il bianco&amp;amp;nero è quella che preferisci?&lt;br /&gt;Ho fotografato molto in b/n e ancora oggi lo uso. Facilita quella &lt;b class="arancio"&gt;lettura&lt;/b&gt; "altra", al secondo grado, della realtà rappresentata. Il bianco e nero è stata una &lt;b class="arancio"&gt;scelta linguistica&lt;/b&gt; precisa per l'inchiesta sulla condizione dell'&lt;b class="arancio"&gt;infanzia&lt;/b&gt;. Con le mie fotografie cerco diraccontare la realtà, che è il primo grado della &lt;b class="arancio"&gt;rappresentazione&lt;/b&gt;, e poi cerco di fare in modo che questo primo grado ne contenga un secondo, il senso, più &lt;b class="arancio"&gt;simbolico&lt;/b&gt;. Il b/n è una scelta conseguente perché &lt;b class="arancio"&gt;aiuta&lt;/b&gt; il lettore a cercare questo secondo grado; è già esso stesso un'&lt;b class="arancio"&gt;astrazione&lt;/b&gt; dalla realtà (che è colorata) percepita comunemente. Negli ultimi anni, quelli hanno segnato il salto di qualità della &lt;b class="arancio"&gt;tecnologia digitale&lt;/b&gt;, ho trovato il piacere e scoperto le potenzialità del &lt;b class="arancio"&gt;colore&lt;/b&gt;. Colore che cerco di &lt;b class="arancio"&gt;usare&lt;/b&gt; come il b/n, cioè esaltando i &lt;b class="arancio"&gt;contrasti&lt;/b&gt; o lavorando sulle &lt;b class="arancio"&gt;saturazioni&lt;/b&gt; in modo da ottenere quella lettura "altra".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Facciamo, se sei d'accordo, un passo indietro per capire come è nato il tuo rapporto con la fotografia. Hai fatto studi di antropologia, ti sei affacciato alla fotografia occupandoti di moda e pubblicità e sei poi arrivato al reportage, all'inchiesta fotografica basata sull'attualità internazionale. Ci racconti questo percorso?&lt;br /&gt;Quando cerco di indagare sull'origine del mio interesse per il linguaggio fotografico individuo sempre lo stesso ricordo che risale alla mia infanzia: mio padre che mi racconta della Seconda Guerra Mondiale e dei suoi ricordi di bambino impaurito sotto le bombe, del racconto del genocidio degli ebrei testimoniato da immagini che valgono più di mille parole, dalle fotografie scattate dentro i campi di sterminio appena liberati. Nel tempo quelle terribili immagini in bianco e nero hanno lavorato nel mio inconscio su diversi piani, fino a rendere palese che il trauma della visione si è trasformato in scelta di linguaggio e di testimonianza, in scelta di vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="margin-left: 0px; margin-right: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;                              &lt;td&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.nital.it/sguardi/53/gallery/zizola/images/040.jpg" rel="lightbox" title="© Francesco Zizola - Baghdad, 21.04.2003"&gt;&lt;img border="0" class="imagedida_bot" height="261" src="http://www.nital.it/sguardi/53/images/zizola/040.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;© Francesco Zizola - Baghdad, 21.04.2003&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                            &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Hai collaborato con l'Agenzia Contrasto e successivamente sei entrato nell'Agenzia Magnum. Cosa ha significato per te entrare nel mito (e poi uscirne)? &lt;br /&gt;Nel &lt;b class="arancio"&gt;2000&lt;/b&gt; ho ricevuto l'invito a presentare il mio lavoro alla &lt;b class="arancio"&gt;Magnum&lt;/b&gt; ed ero felice perchè molti dei fotografi che ammiravo e che avevano formato la mia passione per la fotografia erano passati dalla Magnum o vi lavoravano ancora. Il percorso con cui si diventa fotografi &lt;b class="arancio"&gt;soci&lt;/b&gt; dell'agenzia è lungo. Durante la mia permanenza si sono verificate delle chiare &lt;b class="arancio"&gt;idiosincrasie&lt;/b&gt; con una nuova generazione di fotografi che ha la pretesa di &lt;b class="arancio"&gt;rinnovare&lt;/b&gt; Magnum a scapito della storia e dei valori espressi dai fondatori. Per questo, o più banalmente perchè le mie fotografie non si adeguavano al rinnovamento auspicato, non faccio più parte della Magnum.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qual è, secondo te, la situazione del fotogiornalismo in Italia oggi? Come viene percepito? È informazione o altro?&lt;br /&gt;In Italia l'editoria giornalistica ha sempre più &lt;b class="arancio"&gt;abdicato&lt;/b&gt; alla funzione informativa a favore di una sempre maggiore &lt;b class="arancio"&gt;dipendenza&lt;/b&gt; dall'informazione pubblicitaria e di propaganda. Questo ha penalizzato il giornalismo, specie nelle sue forme più legate al racconto della realtà, che è antitetica ai valori edulcorati e virtuali del messaggio pubblicitario. Come &lt;b class="arancio"&gt;tollerare&lt;/b&gt; una pagina di pubblicità del nuovo modello de-luxe della spider 4000 di cilindrata &lt;b class="arancio"&gt;accanto&lt;/b&gt; ad una foto proveniente dal paese dove questa automobile è prodotta e che mostra un bambino ridotto alla fame? Tra le due pagine oggi è &lt;b class="arancio"&gt;censurata&lt;/b&gt; quella prodotta dal fotogiornalista. Oggi, alcuni di questi, considerando la battaglia persa si sono &lt;b class="arancio"&gt;adeguati&lt;/b&gt; all'esigenza dei photoeditor di rendere meno difficile questo confronto; sono sempre maggiori le fotografie scattate in realtà difficili che fanno solo &lt;b class="arancio"&gt;intravedere&lt;/b&gt;, che accennano alla realtà con abili fuori fuoco o dei mossi. Insomma la premessa della &lt;b class="arancio"&gt;fine&lt;/b&gt; del fotogiornalismo o se preferiamo un comodo &lt;b class="arancio"&gt;compromesso&lt;/b&gt; con la dittatura della pubblicità e della propaganda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="margin-left: 0px; margin-right: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;                              &lt;td&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.nital.it/sguardi/53/gallery/zizola/images/041.jpg" rel="lightbox" title="© Francesco Zizola - Karbala, 20.04.2003"&gt;&lt;img border="0" class="imagedida_bot" height="261" src="http://www.nital.it/sguardi/53/images/zizola/041.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;© Francesco Zizola - Karbala, 20.04.2003&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                            &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Come è il tuo rapporto con i giornali? Lo gestisci da solo, per una scelta di autonomia, o lavori con agenzie? Un'idea di reportage viene da te e/o da altri?&lt;br /&gt;Personalmente credo che non esista una regola ottimale di &lt;b class="arancio"&gt;gestione&lt;/b&gt; dei rapporti con i giornali, gli editori, insomma con il &lt;b class="arancio"&gt;mercato&lt;/b&gt;. Dipende di quale o quali paesi stiamo parlando e da tanti altri fattori. Nel mio caso specifico mi muovo utilizzando le mie &lt;b class="arancio"&gt;conoscenze&lt;/b&gt; presso alcuni giornali, &lt;b class="arancio"&gt;proponendo&lt;/b&gt; storie e a volte &lt;b class="arancio"&gt;accettando&lt;/b&gt; proposte, collaborando con &lt;b class="arancio"&gt;agenzie&lt;/b&gt; o promuovendo &lt;b class="arancio"&gt;progetti collettivi&lt;/b&gt;. Diversificando il più possibile i paesi e le utenze di destinazione delle fotografie sempre con lo scopo di rendere la &lt;b class="arancio"&gt;comunicazione&lt;/b&gt; più efficace possibile.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cosa pensi della competizione tra media – tv, magazine, web - nella copertura degli eventi? Pensi che la fotografia conservi un suo spazio specifico?&lt;br /&gt;Credo che grazie al &lt;b class="arancio"&gt;digitale&lt;/b&gt; e alla &lt;b class="arancio"&gt;tecnologia satellitare&lt;/b&gt; la fotografia giornalistica ha acquisito nuovamente un ruolo di &lt;b class="arancio"&gt;primo piano&lt;/b&gt; nel mondo dell'informazione prima dominato dai networks televisivi capaci di dare una copertura "&lt;b class="arancio"&gt;in presa diretta&lt;/b&gt;" degli avvenimenti. Ora una fotografia può essere trasmessa qualche decimo di secondo dopo lo scatto e resa disponibile per la stampa dei giornali. Ma la trasformazione in atto nel mondo dei media è solo all'inizio, e stiamo assistendo a interessanti &lt;b class="arancio"&gt;aperture&lt;/b&gt; "orizzontali" e non più verticistiche dell'informazione. Mi riferisco in particolare all'ineludibile diffusione della rete internet che tra poco sarà rafforzata dalla tecnologia wifi diffusa. Tra l'altro all'orizzonte si intravede finalmente un &lt;b class="arancio"&gt;allargamento&lt;/b&gt; della platea dei fruitori di informazione ma anche di nuovi soggetti &lt;b class="arancio"&gt;produttori&lt;/b&gt; di informazioni; con l'inevitabile abbassamento dei costi dihardware (costruzione di una retegrazie al wifi e riduzione drastica del costo dei computers) si affacciano infatti nel mondo dell'informazione continenti e popoli che ad oggi ne erano stati &lt;b class="arancio"&gt;esclusi&lt;/b&gt;: il continente africano in primo luogo, ma anche paesi come la Cina non tarderanno a far sentire il loro peso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="margin-left: 0px; margin-right: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;                              &lt;td&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.nital.it/sguardi/53/gallery/zizola/images/042.jpg" rel="lightbox" title="© Francesco Zizola - Baghdad, 14.04.2003"&gt;&lt;img border="0" class="imagedida_bot" height="261" src="http://www.nital.it/sguardi/53/images/zizola/042.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;© Francesco Zizola - Baghdad, 14.04.2003&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                            &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Se puoi parlarne, qual è il lavoro che stai sviluppando in questo periodo? Hai dei progetti più a lunga distanza?&lt;br /&gt;È un periodo particolarmente &lt;b class="arancio"&gt;intenso&lt;/b&gt;, sono impegnato con un mio progetto sull'Africa,e nello stesso tempo sto ricevendo proposte interessanti da magazine a cui rispondo positivamente. In più sto lavorando &lt;b class="arancio"&gt;insieme&lt;/b&gt; ad altri colleghi ad un nuovo progetto, di cui però non posso anticiparvi ancora nulla. Per chi non riesce a frenare la curiosità suggerisco una visita a settembre alla prossima edizione del festival internazionale di fotogiornalismo che si terrà a &lt;b class="arancio"&gt;Perpignan&lt;/b&gt;, nel sud della Francia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A proposito di curiosità, ne ho una finale, sui tuoi eventuali maestri: vi sono fotografi che hanno rappresentato un punto di riferimento per il tuo percorso?&lt;br /&gt;Ci sono stati fotografi, ma soprattutto direi che ci sono state &lt;b class="arancio"&gt;fotografie&lt;/b&gt;. Scolpita nella mia coscienza ho la fotografia della bambina ustionata che scappa nuda e a braccia aperte da un bombardamento di un villaggio in &lt;b class="arancio"&gt;Vietnam&lt;/b&gt;. Un'immagine che viene dalla mia infanzia è quella del bambino scheletrico in braccio alla madre che porge la mano chiedendo cibo, relativa alla carestia in &lt;b class="arancio"&gt;Biafra&lt;/b&gt;. Poi, crescendo, ho scoperto le fotografie di&lt;b&gt; Cartier-Bresson&lt;/b&gt;, di&lt;b&gt; William Klein&lt;/b&gt;, di&lt;b&gt; Joseph Koudelka&lt;/b&gt;, di&lt;b&gt; Robert Capa&lt;/b&gt;. Di fotografi che ammiro ce ne sono tanti ed ognuno mi ha donato una visione. Ogni giorno riceviamo immagini da ogni parte del mondo e di ogni tipo. Io cerco di &lt;b class="arancio"&gt;far tesoro&lt;/b&gt; della capacità di alcuni di vedere, di applicare alla realtà fuggevole della vitala disciplina che ne consente la &lt;b class="arancio"&gt;sintesi&lt;/b&gt; emotiva e reale in una frazione di secondo. Questa è la magia della fotografia e questa visione è ciò che ancora oggi mi emoziona.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fonte: Nital.it &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/775768913252050482-8290059709705219561?l=www.nunphotography.com%2Fblog_fotografia.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/8290059709705219561/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2009/10/intervista-francesco-zizola.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/8290059709705219561'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/8290059709705219561'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2009/10/intervista-francesco-zizola.html' title='Intervista a Francesco Zizola'/><author><name>Morpheus</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='02630309910973044275'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-775768913252050482.post-2469158379542425280</id><published>2009-09-17T19:38:00.001+02:00</published><updated>2010-02-25T16:59:00.596+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Maestri Street Photography'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia Street Photography'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Henri Cartier-Bresson'/><title type='text'>Un originale street photography di H.C. Bresson per 8000$</title><content type='html'>&lt;a href="http://pages.cthome.net/rwinkler/cartier.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 116px; FLOAT: left; HEIGHT: 168px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://pages.cthome.net/rwinkler/cartier.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Se hai 8.000$ da spendere puoi provare ad aggiudicarti un’originale di questa fotografia di Henri Cartier-Bresson.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è quanto riportato ieri da Massimo Cristaldi, a cui rimando per una esauriente descrizione della fotografia in questione.&lt;br /&gt;Si tratta di “Behind the Gare Saint-Lazare” uno dei più famosi scatti di Bresson, il padre della Street Photography, nonchè uno dei più grandi fotografi del secolo appena trascorso.&lt;br /&gt;Guardando l’immagine puoi notare come la sua bellezza derivi dal contenere dentro di sé un istante speciale, giocando allo stesso tempo con le caratteristiche stesse della fotografia.&lt;br /&gt;Osserva l’uso delle simmetrie, la perfetta composizione e il leggero effetto sfuocato che caratterizza il soggetto principale e che da un tocco di dinamismo all’equilibrio complessivo dell’opera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, come abbiamo già visto, la Street Photography privilegia l’importanza del momento decisivo, per dirla alla Bresson, tant’è che il suo libro più importante si intitola “Il momento decisivo“.&lt;br /&gt;Se sei curioso ecco un e-book con tutte le foto contenute nel libro.&lt;br /&gt;Se invece hai un sacco di soldi o sei solo curioso di sapere quanto valgono gli scatti di un Maestro ecco un altro sito dove poter acquistare degli originali di Bresson.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali altre caratteristiche pensi che abbiano contribuito a fare di questa fotografia un autentico capolavoro?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/775768913252050482-2469158379542425280?l=www.nunphotography.com%2Fblog_fotografia.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/2469158379542425280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2009/09/un-originale-street-photography-di-hc.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/2469158379542425280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/2469158379542425280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2009/09/un-originale-street-photography-di-hc.html' title='Un originale street photography di H.C. Bresson per 8000$'/><author><name>Morpheus</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='02630309910973044275'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-775768913252050482.post-5365525260879994453</id><published>2009-09-17T19:25:00.000+02:00</published><updated>2009-09-17T19:25:14.111+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='legislazione fotografica'/><title type='text'>Quando fotografare equivale a molestare</title><content type='html'>La Corte suprema di Cassazione ha pronunciato una sentenza in base alla quale il reato di molestia (art. 660 Codice penale), viene a configurarsi anche nel caso in cui vengono riprese fotografie della parte offesa e dei suoi ospiti – contro la loro volontà – nelle parti comuni del condominio. Tali parti sono state ritenute “spazi aperti al pubblico” dal momento che hanno diritto di accedervi sia i condomini che i loro ospiti. Questo il testo della sentenza della Suprema Corte:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cassazione Penale, sez.I, 9 marzo 2009 n. 10409&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FATTO E DIRITTO. Il Tribunale di Messina condannava A.G. alla pena di euro 200 di ammenda per il reato di cui all'art. 660 c.p.. Riteneva che il comportamento dell'imputato consistito nello scattare fotografie nei confronti della parte offesa e dei suoi ospiti, contro la loro volonta', mentre si trovavano nello spazio antistante la loro abitazione, costituisse gli estremi della molestia.Avverso la decisione presentava appello, poi convertito in ricorso, l'imputato e deduceva violazione di legge in quanto il comportamento tenuto non poteva configurare il reato di molestie in quanto non era avvenuto ne' in luogo pubblico ne' in luogo aperto al pubblico, visto che lui si trovava nel terrazzo di casa sua e la parte lesa nel suo giardino; inoltre, le fotografie non erano state scattate per petulanza o biasimevole motivo ma per un contenzioso civile e la condotta non aveva assunto il carattere dell'abitualita'. La Corte ritiene che il ricorso debba essere rigettato. Quanto al primo motivo deve rilevarsi che per luogo aperto al pubblico deve intendersi anche le parti comuni di un condominio in quanto la facolta' di accesso appartiene sia ai condomini sia ai loro ospiti e nel caso di specie sembra che proprio di parti comuni si trattasse e di un diritto di passaggio (Sez. 3 14 dicembre 2007 n. 6434, rv. 239277). Inoltre il reato di molestie non deve assumere carattere necessariamente abituale e puo' essere realizzato anche con una sola azione di per se idonea a recare molestia e nel caso di specie scattare fotografie a tutti coloro che si trovavano in quel luogo configurava il delitto (Sez. 19 aprile 2008 n. 17787, rv. 239848). Infine del tutto irrilevanti sono i motivi che avevano indotto l'imputato ad agire, visto che ai fini del dolo e' sufficiente la coscienza e volonta' di tenere una condotta molesta (Sez. 130 aprile 1998 n. 7051, rv. 210724).(omissis) La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 660 C.P. Molestia o disturbo alle persone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda fino a lire un milione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/775768913252050482-5365525260879994453?l=www.nunphotography.com%2Fblog_fotografia.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/5365525260879994453/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2009/09/quando-fotografare-equivale-molestare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/5365525260879994453'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/5365525260879994453'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2009/09/quando-fotografare-equivale-molestare.html' title='Quando fotografare equivale a molestare'/><author><name>Morpheus</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='02630309910973044275'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-775768913252050482.post-1844695901400498051</id><published>2009-09-16T17:01:00.000+02:00</published><updated>2009-09-16T17:21:25.063+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='street photography'/><title type='text'>La Street Photography</title><content type='html'>Dare una definizione esaustiva della street photography non è semplice. Si potrebbe cominciare dicendo che è un genere fotografico, più precisamente un genere di reportage. La street photography è infatti l’istantanea della vita urbana osservata per strada nella sua quotidianità e nei suoi molteplici aspetti: l’ironia, la tragedia, l’imprevedibilità, la bellezza ed anche la crudeltà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le immagini di questo genere fotografico sono lo specchio della società, delle persone che la compongono, catturate durante la vita di tutti i giorni da qualche occhio attento alle sfumature dell’umana commedia che va in atto negli spazi pubblici. Essere uno street photographer significa entrare in sintonia con la vita, percepirne gli umori, gli odori, i colori, viverla con intensità per poi cercare di rappresentarla solo dopo averla assorbita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Henri Cartier-Bresson, che con le sue immagini ha contribuito alla nascita della street photography, disse che per cogliere attraverso l’obiettivo i momenti decisivi della vita è necessario porre sullo stesso piano mente, occhio e cuore. Un’attitudine che, sempre secondo le parole del celebre fotografo, richiede prontezza, disciplina, sensibilità e senso geometrico. Per chi volesse approfondire l’argomento, ecco alcune interessanti risorse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Street_photography" target="_blank" title="street photography"&gt;- storia e tecnica e aspetti legali della street photography&lt;/a&gt; (da wikipedia, in inglese)&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.in-public.com/" target="_blank" title="street photography"&gt;- In-public, rivista per street photographer&lt;/a&gt; (in inglese)&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/groups/streetphotography/discuss/39497/" target="_blank" title="street photography"&gt;   - risorse da un gruppo di Flickr&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/groups/thedecisivemoment-hcb/" target="_blank" title="street photography"&gt;   - The decisive moment&lt;/a&gt; (gruppo di Flickr)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/775768913252050482-1844695901400498051?l=www.nunphotography.com%2Fblog_fotografia.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/1844695901400498051/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2009/09/la-street-photography_16.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/1844695901400498051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/1844695901400498051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2009/09/la-street-photography_16.html' title='La Street Photography'/><author><name>Morpheus</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='02630309910973044275'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-775768913252050482.post-662774545085177863</id><published>2009-09-16T15:55:00.000+02:00</published><updated>2009-09-16T17:19:43.553+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='street photography'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Willy Ronis'/><title type='text'>Willy Ronis, la fotografia come un romanzo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.photoland.it/FRASI%20DA%20RICORDARE_file/Willy_Ronis__bn.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="146" src="http://www.photoland.it/FRASI%20DA%20RICORDARE_file/Willy_Ronis__bn.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Si è spento il cantore dell’umanità parigina.&lt;br /&gt;Amico di Capa e Doisneau, il celebre fotografo aveva 99 anni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;CORRISPONDENTE DA PARIGI&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le mie sono fotografie che potrebbero fare tutti. Io sono un uomo qualunque che va in giro e fissa il riflesso dello spettacolo della strada». Ecco chi era Willy Ronis: nell’atmosfera perennemente plasmatrice di Parigi due innamorati alla Bastiglia, una peniche che passa sotto il ponte di Arcole, il furto di un cavolfiore su una bancarella o il riso di un vigneron. Aveva la gentilezza dei modi che i francesi un tempo, quando la possedevano, chiamavano esprit. Davvero un «umanista» che si è spento ieri ad un passo dal compiere un secolo; la sua opera è il contrario dello scoop. Occorre dire altro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Né intruso né voyeur. Semmai romanziere della foto, e della grana fine di cui son tessute le pagine di Balzac e di Maupassant: «quello che succede nella strada è per me un balletto»; e ancora «Io cerco il contenuto in una forma». Fuoco, tenerezza, penetrazione. E il dono di toccare il destino che si nasconde in ogni cosa, raccolto in se stesso. Allora un altro aggettivo fuori moda: classico. Sì, per Ronis una foto era ben riuscita quando assomigliava ad un quadro. C’è da stupirsi se lo trattarono, i moderni, gli innovatori, da «superato»? E lui rispendeva placido con la saggezza del patriarca citando Romain Gary: «Meglio avere il cuore un po’ stupido che non avere cuore».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure da bambino sognava di diventare musicista, suonava il violino seguiva corsi di armonia; a otto anni quando la madre lo portò a ascoltare Debussy, raccontava, «tornai a casa con la febbre e dovettero mettermi a letto». Ma il padre, immigrato ucraino aveva aperto un negozio di fotografia; il suo destino cambiò. Fotografo dunque, nella Francia del trentasei, con il fronte popolare che riempiva le piazze: «Mio padre mi ha salvato: sarei diventato un compositore mediocre e lo avrei sopportato male». Niente sinfonie, in strada; nei quartieri popolari di Belleville e Ménilmontant, palcoscenico della gente semplice che vi si pigia, le atmosfere calorose ai bordi della Marna, i bistrot popolari, e poi una tenerezza struggente per gli innamorati, visi di ragazze da baciarsi con cautela e sapendo che basta un bacio per creare un legame; eroi di tal fatta che non si vedono mai abbastanza e restava poco posto per i paesaggi e le nature morte, nessuno per notabili e ricchi. E sempre rigorosamente in bianco e nero. Era come Stendhal: ciò che amava osservare in una città erano gli uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’altro suo grande maestro era il Louvre, «dove si era formato l’occhio» e la sua fotografia si è impregnata dei maestri fiamminghi del Grand Siècle e di Bruegel: «C’è sempre questa luce alla Rembrandt che mi trafigge». Ronis ha raramente lasciato Parigi e la sua banlieue, ancor più raramente la Francia. Fu amico di Robert Capa e di Chim Seymour, fondatori della agenzia Magnum; loro raccontarono la guerra di Spagna, come gli uomini possano essere uccisi ma non sconfitti. Era quello il suo unico rimpianto: «non ho mai avuto l’atteggiamento da avventuriero, Capa e Chim erano liberi e celibi, io non volevo creare una vedova e un orfano; non sono mai stato lontano da casa per più di dieci giorni». Il suo rischio era al contempo più domestico e più terribile: vedere una foto delinearsi davanti all’obbiettivo, sentire il cuore che batte «come al cacciatore in agguato, prepararsi alla promessa della vita che viene fissata, sentirsi invadere dal dolore quando tutto sfuma». Tutta la sua vita è stato questo, sessanta anni tra foto su ordinazione e quelle scattate all’avventura, centomila immagini. Doisneau e il suo bacio ne oscurarono la fama. E lui «Robert era una specie di cugino per me, un gran bravuomo!».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ha mai appartenuto a una redazione, a un sogno, quello comunista, sì: quando molti abiurarono disgustati dalla grande delusione sovietica lui rimase tenacemente «à gauche» e le sue immagini, diceva con orgoglio, erano un atto di militanza «per una società più fraterna». Non erano solo parole: gli Anni Sessanta furono i più difficili, una ondata di giovani fotografi con le loro astrazioni concettose lo aveva già messo in soffitta; eppure ruppe con Life, il suo migliore cliente. Gli chiedevano soggetti sociali e non voleva che venissero usati orientandoli politicamente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/775768913252050482-662774545085177863?l=www.nunphotography.com%2Fblog_fotografia.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/662774545085177863/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2009/09/willy-ronis-la-fotografia-come-un_16.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/662774545085177863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/775768913252050482/posts/default/662774545085177863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.nunphotography.com/2009/09/willy-ronis-la-fotografia-come-un_16.html' title='Willy Ronis, la fotografia come un romanzo'/><author><name>Morpheus</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='02630309910973044275'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry></feed>
